Schede: Radio 1 Rai, l'inno alle 5 di mattina

Di LC, 17 Set 2011 - 09:19

Trasmissioni [1]

Nuovo orario per l'inno di Mameli in Radio. Sulla prima rete RAI va in onda (in FM) alle 5, anticipando la mattina informativa che parte a quell'ora. Tutt'altra musica sulle onde medie.
Un tempo, disponendo gli ascoltatori di minori informazioni sulle emittenti lontane, la diffusione dell'inno nazionale assicurava certa identificazione.

La RAI inseriva l'inno pochi minuti prima della chiusura di mezzanotte e ancora alle 6, in apertura di trasmissioni facendone coincidere la diffusione con gli orari di servizio delle onde medie (6-24). Con la nuova programmazione informativa l'inno del mattino anticipa alle 5 ma lascia fuori le onde medie. I tre canali a quell'ora disponibili (900, 657, 1107 kHz) trasmettono il Notturno Italiano e si collegano con la rete solo per il notiziario delle 5. Così quando riaprono le altre onde medie alle 6 lo fanno senza l'inno.

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Commenti

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  1. Dalle 5 alle 6
    La programmazione delle onde medie dalle 5 alle 6 riflette il cambiamento di palinsesto e offre piccole perle radiofoniche. Nelle scorse mattine, per esempio, è andata in onda la ricostruzione sceneggiata della vita di Caterina da Forlì realizzata nella sede Rai di Firenze. Che questa finestra possa essere utilizzata per recuperare pagine di storia della radio?
  2. Inno di Mameli
    Trovo assurdo aver tolto l'Inno di Mameli all'apertura dei programmi di Radio Uno delle 6.
    La mattina presto, poco dopo essermi alzato, era bellissimo ascoltarlo, tanto più adesso, col nuovo stupendo arrangiamento di Allevi.
  3. Inno nazionale
    Mi sembra che l'inno nazionale in FM sia del tutto inutile, in quanto chi ascolta in FM sa benissimo che quei segnali (tranne qualche eccezione in prossimità dei confini di Stato) arrivano dal Paese dove ci si trova e quindi non c'è bisogno di identificarne la nazionalità.
    In Onde Medie, invece, l'inno nazionale costituisce la carta d'identità di chi trasmette e mi sembra imprescindibile. Questo nuovo orario dovrebbe essere applicato anche alle Onde Medie, anticipandone l'apertura alle 5 e riducendo ancora la durata dell'ormai agonizzante Notturno italiano.
    Ma lo abbiamo già detto tantissime volte: le Onde Medie non interessano più a nessuno e non possiamo certo pretendere che i programmisti della RAI abbiano la sensibilità di pensare anche a questo desueto (secondo loro) mezzo di trasmissione quando redigono i palinsesti.
  4. Inno d'Italia non più alle 6
    Sono rimasta sorpresa di due cambiamenti per me negativi ma significativi: il primo è non potermi gustare l'Inno appena si accende la mia radiosveglia, col quale io mi sento italiana e mi preparo ad ascoltare le prime notizie interessanti; il secondo non sentire più la voce di Emanuela Falcetti, che intervistando vari personaggi a costo zero mi teneva aggiornata sui problemi di attualità e mi forniva indicazioni utili come tutelarmi da cittadina comune. Peccato, ora non accendo più la radio alle 6 perchè rischio di addormentarmi, visto che non ne vale la pena.
    Vi prego di rivedere i due aspetti e io sarò di nuovo vostra fedele ascoltatrice. Grazie.
  5. Inno di Mameli ore 5
    Concordo, eliminare l'Inno dalle frequenze d'onda media è stata una pessima scelta.
  6. Inno nazionale delle ore 6,00 su RAI Radio 1
    Anch'io sono amareggiato per non aver più ascoltato l'inno nazionale delle 6,00. Per non parlare della cancellazione, dal palinsesto, della trasmissione di Emanuela Falcetti.
    Prima di accedere a questo sito, non sapevo neppure che fosse stato anticipato addirittura alle 5,00 del mattino (per essere ascoltato da chi?). Spero in un ripensamento!
  7. Inno e campane ore 5.55
    In "Prima di tutto" su Radio 1 usano l'Inno di Mameli (tagliato) alle 5.55 come sigla di una breve conversazione con un sindaco di un piccolo comune italiano e il parroco dello stesso paese.
    La conversazione, in genere piuttosto debole, si conclude poi con qualche secondo di campane del paese.
    Ricordo quando la radio italiana iniziava i programmi con le caratteristiche campane, belle e sonore, e l'Inno di Mameli, intero e solenne proprio a quell'ora, poco prima delle 6.
    Che tristezza.
  8. Inno d'Italia non più alle 6
    Condivido le critiche all'eliminazione dell'inno d'Italia alle 6.00 e, a seguire, del programma della Falcetti dopo il giornale radio. Spero che siano ripristinati.
  9. Inno di Mameli, giusto alle 5
    Mi dispiace per chi non ne beneficia più ma per me, che mi alzo tutti i giorni alle 5 poter ascoltare l'inno come prima cosa al mattino, mi riempie di gioia.
    Se ne sentite il bisogno riproponetelo alle 6 ma per favore non lo togliete dal passaggio delle 5.
  10. Ricordi di sigle musicali radio
    Agli inizi degli anni '50 c'era, al mattino presto, un brano musicale, poi sentito anche in un film che mi ricorda la mamma che andava a preparare la colazione per tutti noi fratelli e sorelle.
    Quanti sacrifici, dolce mamma e quanti ricordi...
  11. Lasciateci l'Inno di Mameli
    Lasciateci almeno l'inno d'Italia; è anche un conforto in un periodo in cui stiamo facendo sacrifici, anche per pagare il canone.
  12. Inno di Mameli
    L'inno di Mameli era il modo migliore per alzarsi e lavorare per l'Italia; perché toglierlo?
    Gabriella
  13. Inno di Mameli di nuovo alle 6!
    E infatti è tornato alle 6, come annunciato da Italradio
    http://portale.italradio.org/index.php?module=News&func=display&sid=3040
    Ogni tanto una buona notizia.
  14. L'Inno di Mameli di nuovo alle 6
    Giusto portare l'inno di Mameli alle 5 ma poi perché è stato rimesso alle 6? La versione di Allevi era stupenda; chi ha inserito quella di Abbado?
  15. Mameli alle 6
    Da Allevi ad Abbado, dalle 5 alle 6... non sarà che è cambiato il direttore, non solo d'orchestra?
  16. Mameli e Allevi
    Sentir definire "bellissima" la versione di Allevi mi provoca un'autentica crisi di sconforto.
  17. Mameli ai Berliner
    Comprendo che commemorare Abbado anche attraverso l'inno di Mameli sia un segnale importante ma che dire degli applausi prima e dopo la breve esecuzione e del fatto che l'inno italiano sia eseguito dai Berliner Philarmoniker? Non c'era un'orchestra italiana, ad esempio quella della Rai di Torino, ad eseguire l'inno in una versione meno sinfonica e più aderente allo spirito di Mameli?
  18. Abbado, Sinopoli... grandi Italiani.
    Claudio Abbado ha diretto i Berliner per più di dieci anni fra il 1991 e il 2002. Per un non-tedesco è un attestato di stima e venerazione assoluto. Anche Sinopoli è stato un nostro grande direttore in Germania; in particolare a Dresda, alla Semperoper, i cui corridoi sono letteralmente tappezzati con le locandine dei concerti e delle opere da lui dirette e dove tutti, dai dirigenti ai macchinisti, ancora si commuovono nel ricordarlo. Questo è il "nazionalismo" che mi piace.
    Riguardo al carattere del nostro Inno Nazionale, in effetti non si trova troppo a suo agio fuori dalle piazze d'armi e suonato da formazioni che non siano bande militari. Dai tempi in cui servii nella Folgore, non ricordo infatti esecuzioni migliori.
  19. Inno Mameli versione Abbado
    Sarà Claudio Abbado, saranno i Berliner Philarmoniker ma questa interpretazione dell'Inno di Mameli mi pare di una freddezza unica, "burocratica" come dire "evadiamo velocemente questa pratica" rispetto alla interpretazione data da Allevi che era solenne con un "calore" bandistico che faceva piacere ascoltare.
    Bene aver riportato l'inno alle 6.00, tanto alle 5.00 non credo lo ascoltasse nessuno se non pochi gatti, male aver eliminato l'interpretazione Allevi.
  20. Inno: né Abbado né Allevi
    Io, come esecuzione dell'Inno in apertura e in chiusura delle trasmissioni, ho scelto una registrazione dal vivo da me stesso effettuata in occasione di un concerto della Banda della Polizia di Stato.
    Al di là di eventuali considerazioni musicali, ho trovato più giusto e significativo affidare l'esecuzione dell'Inno ad una struttura istituzionale di uomini in divisa.
  21. Richiesta di ripristino programmi radio
    Ascoltare alle ore 6 l'inno di Mameli ed in seguito il programma "istruzioni per l'uso" di Emanuela Falcetti era una carica per l'inizio della giornata. Vi chiedo di ripristinarli perché è come se ci fosse un vuoto.
    Saluti, Michele
  22. Dal 2020 anche il DAB+ negli apparecchi radio in Italia
    In merito all'emendamento del Governo sul fatto di obbligare la commercializzazione di apparecchi radio digitali a partire dal 2020, mi viene da pensare come in questi apparecchi venga esclusa la possibilità di ricezione delle onde medie.
    Sino ad ora in tutti gli apparecchi DAB + che ho trovato in commercio, ho trovato solamente ricevitori che al massimo avevano anche la banda FM ma nessuno permette la ricezione della cara AM in onde medie.
    Allora mi chiedo che senso abbia rilasciare autorizzazioni ai privati a trasmettere nella banda delle onde medie se queste trasmissioni in breve non saranno più ricevibili in seguito alla sostituzione dei ricevitori attuali con quelli atti a ricevere anche il DAB +....
    Infine mi chiedo che senso abbia lo spegnimento della banda FM che se correttamente gestita consentirebbe bacini d'utenza maggiori del DAB e sopratutto a breve con la riduzione della banda UHF in favore del 5G e la relativa richiesta di canali in banda III VHF per riallocare alcuni servizi TV, mi chiedo come si riuscirà a inserire anche una rete di trasmissioni DAB + in un contesto di affollamento delle frequenze e accavallamento di servizi che naturalmente se mal gestiti non potranno funzionare, ritrovandoci ad avere un servizio peggiore della radio in FM...
  23. Cuore e Ragione
    Il cuore ha ragioni che la ragione non ha (B. Pascal) ma è vero anche il contrario.
    Se affetto e nostalgia sono le uniche motivazioni a favore del mantenimento delle amate OM e della Radiofonia tradizionale, allora forse è un bene che si faccia loro un bel funerale, con tanti fiori, tiro a quattro e cori di chierichetti. Un bel piantino, ma poi si guarda e si va avanti.
    Ventilazione e massaggio cardiaco possono salvare la vita, ma solo se il cuore ha smesso di battere spontaneamente non troppo tempo prima. Dopo, è inutile accanirsi.
    Le Onde Medie dovevano trovare una nuova e valida ragione di esistere, dovevano offrire ciò che DAB e 5G non potevano offrire, dovevano insomma darsi un nuovo senso dieci anni fa, quando apparvero le prime iniziative private. Oggi è ormai tardi e presto il 5G sarà l'asso pigliatutto del suono e dell'immagine. Piuttosto, non si capisce bene il ruolo del DAB nell'evoluzione che chiaramente si prospetta: un sistema nato morto che ora si vuole vitalizzare ben sapendo che entro pochi anni tutto, esso compreso, sarà soppiantato dal 5G (o almeno questo pare l'orizzonte più probabile).
    Come argutamente accennava Francoise Rancy al recente Forum di Arena Po, l'orientamento dei produttori e dei distributori di media è verso il controllo totale di tutto ciò che viene distribuito e fruito dagli utenti; per tariffarlo, per tracciarlo, per trarne informazioni su gusti e abitudini del pubblico.
    E se mi si permette, abbandonando un attimo nostalgie e sentimenti, non so il DAB, ma certamente il 5G consente un impatto complessivo dell'infrastruttura di distribuzione (non si può più chiamarla di "diffusione") sensibilmente inferiore. Alla FM commerciale privata non mi sento di perdonare certe devastazioni di colline e montagne, con orrendi tralicci affastellati di antenne, sinceramente. Chissà che almeno l'impatto visivo, se non quello elettromagnetico, non sarà almeno un po' mitigato da questa rivoluzione tecnologica.
    Una volta tanto, la politica ha preso un'iniziativa per determinare il futuro, anziché prendere semplicemente atto dell'esistente ed adattarvisi (come fu più di una volta in materia radiotelevisiva...). Peccato per OM e FM ma forse il loro tempo è finito e pazienza. Forse le recenti assegnazioni di frequenze (che a questo punto sembrano un contentino dato a questi rompiscatole di nostalgici radioappassionati che tanto hanno insistito) consentiranno a qualcuno di giocare e divertirsi un po' ma poi le bollette della luce convinceranno a smettere. In fondo, dico... vogliamo dare un po' di credito a questo futuro o siamo tutti già malati di nostalgia?
    Simpaticamente...
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