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Onde medie, futuro in DRM ?

Di LC, 19 Mar 2013 - 12:00 (Ultima modifica: 05 Nov 2014)

Rassegna stampa

Il Centro Ricerche Rai diffonde, con la pubblicazione "Strategie tecnologiche 2012" un ampio panorama delle attese del futuro della RTV pubblica italiana.

Promessa una rete DRM che recuperi ascolto in onde medie.

Dodici impianti onde medie per il passaggio al digitale in una pagina di speranze senza purtroppo un elenco né una frequenza.
Sotto il titolo "La nuova rete OM" e sottolineando di aver agito in "accordo agli impegni assunti nel vigente Contratto di Servizio con il Ministero dello Sviluppo Economico" il testo spiega a pagina 23 il "progetto di razionalizzazione della rete in Onda Media per dare corso alle disposizioni di legge in tema di inquinamento radioelettrico e di tutela del paesaggio perseguendo tre obiettivi fondamentali" che si riassumono nella "prosecuzione della sperimentazione in tecnologia digitale DRM" per avere una rete "efficacemente convertibile in standard DRM ove si determinino le idonee condizioni normative e del mercato dei ricevitori" cosicché si possa "garantire la diffusione analogica del servizio in Onda Media che a suo tempo "sfruttando le potenzialità della tecnica di modulazione digitale" consegua "un’adeguata copertura del territorio e della popolazione con un numero di siti ridotto e tale da non determinare criticità in tema di inquinamento".

Riconosce il testo che "il fatto di ottenere una copertura nazionale o internazionale con pochi impianti trasmittenti costituisce uno degli aspetti più attrattivi della diffusione radiofonica in OM" e spera che "le trasmissioni in modulazione di ampiezza possono recuperare efficacemente le preferenze del più

ampio pubblico grazie alla modulazione digitale DRM che permette una qualità di ricezione simile a quella FM".

Dunque in un futuro "passaggio alla diffusione digitale, la rete DRM è stata ipotizzata con un numero di impianti molto ridotto rispetto all’attuale rete analogica, sui quali saranno effettuatati adeguati interventi tecnici per la predisposizione ai nuovi servizi digitali".

Intanto "per la tutela della salute pubblica e del paesaggio è stata prevista la dismissione di tutti gli impianti dove fosse già nota una problematica

legata alle emissioni elettromagnetiche, anche per la prossimità di insediamenti come scuole e case di cura."

In attesa del "lancio definitivo dei nuovi servizi digitali, saranno mantenuti

in funzione 12 impianti attivi in tecnica analogica dislocati su altrettanti siti" in posizioni che "non danno luogo ad alcuna problematica di tipo elettromagnetico o ambientale".

Il libro integrale è scaricabile su: http://www.crit.rai.it/IT/Edizione2012.pdf

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Commenti

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  1. Onde medie e tutela del paesaggio
    In effetti, con intere regioni come il Veneto e ovviamente tante altre zone che, non sono parole mie, "non hanno più un paesaggio", quello che rovinava il medesimo erano, guarda tu, proprio le antenne a onde medie!
  2. Onde medie, futuro in DRM ?
    Quello che la RAI ha scritto sul "COMUNICARE DIGITALE" sembra rappresentare una sfida al futuro dell'evoluzione delle comunicazioni digitali che inesorabilmente avanzano.
    La razionalizzazione delle onde medie, iniziata nel 2004, ha penalizzato enormemente la copertura soprattutto nel sud Italia.
    Oggi, poi, con la crisi economica corrente sembra utopistico che le grandi aspettative del digitale possano avverarsi.
    Le onde lunghe, medie e corte continuano a svolgere una importantissima funzione di comunicazione senza che si possiedano particolari apparati di ricezione.
  3. Onde medie, idee e progetti
    Di tutti gli argomenti trattati nel documento, quello sulla futura rete OM-DRM è forse il più concreto. Per il resto vedo molta dispersione su tecnologie sicuramente interessanti ma relativamente alle quali non ci sono né richiesta né esigenza.
    Per cercare di avviare con un minimo di probabilità di successo una nuova Radiofonia OM-DRM, mi permetto di affidare a queste pagine quella che ritengo potrebbe essere una strategia:
    1) Indire una Conferenza a livello ministeriale, con RAI e Operatori Privati, con il compito di elaborare un piano delle frequenze, dei bacini di utenza e della localizzazione degli impianti OM. Ripeto: RAI e Operatori Privati.
    2) Avviare un programma di allestimento del DRM Simulcast sui trasmettitori. La modalità Simulcast prevista dallo standard DRM consente di conservare la compatibilità con i ricevitori AM, sebbene a scapito di una larghezza di banda maggiore. Ma è anche vero che lo spettro OM si è abbastanza sfoltito negli anni e di spazio ce n'è per tutti, soprattutto se all'origine di tutto si mette quanto previsto al punto 1) e non la solita anarchia.
    3) Stimolare a livello commerciale la produzione e la vendita di ricevitori DRM compatibili, e chissà che non rinascano in Italia le tantissime fabbriche-fabbrichette di radio come fu ai tempi della prima radiofonizzazione dell'Italia.
    Ultimo, ma non ultimo, progettare contenuti.
    La Radiofonia OM-DRM deve avere un carattere proprio, ben definito ed identificabile. Non ha senso che segua la logiche commerciali generaliste dell'FM ma dovrebbe perseguire finalità di vero servizio: minoranze linguistiche, italofonia dall'estero, protezione civile ed informazione.
  4. Onde Medie e DRM
    Se non altro ora sappiamo che le onde medie non spariranno. Tutto il resto appare molto nebuloso e, a mio avviso, destinato a un futuro lontano.
    Il modo di procedere delineato da Furlan sembra molto ragionevole ma temo per tempi lunghissimi.
    Nel frattempo sarebbe già un passo avanti se venisse diramato un calendario degli spegnimenti degli impianti da eliminare (invece dello stillicidio quasi alla chetichella attuale) e se venissero identificati con chiarezza quelli che rimarranno e saranno riconvertiti al DRM. Questi nel frattempo potrebbero essere adeguati alle nuove esigenze (attualmente la RAI ha solo due impianti di rilievo: Siziano e Coltano) e successivamente convertiti al DRM. Possibile?
  5. Onde medie, idee e progetti
    Concordo con quanto detto dal Sig. Furlan. Si potrebbe creare veramente una piattaforma valida e funzionale che abbia lo scopo di servizio sociale alla portata di tutti e anche al di fuori dei confini nazionali. Avviare la diffusione in digitale può essere veramente l' occasione per partire col piede giusto e di non commettere errori avvenuti in passato anche se si dovrà cambiare ricevitore.
  6. Rete OM RAI
    Se realmente la RAI punterà tutto sul DRM (senza modulazione analogica) credo si farà un autogoal clamorosa.
    Nel caso di modulazione mista analogica/digitale invece si potrebbe vedere qualche spiraglio ma credo comunque che con l'attuale numero di trasmettitori rimasti operativi e le potenze attualmente in esercizio la vedo veramente dura.
  7. DRM
    Non vedo il motivo per cui esista questa nostra reticenza prolungata. In Europa ci sono già diverse emittenti in DRM.
    Per gli appassionati di un certo tipo di radiofonia, come me, è una sofferenza vedere (sentire) il disuso delle onde medie e non farle rifiorire, dal momento in cui c'è la possibilità digitale che permetterebbe, sopratutto a Radio Rai, di rinascere in tutti i sensi. Ricordo che in onde medie, avevamo tutte e tre le reti radiofoniche nazionali e ora c'è solo Radiouno che ha praticamente decimato la copertura.
  8. DRM
    Chiunque abbia aggiornamenti sul DRM in Italia, di qualsiasi genere, anche a livello di ricevitori commerciali, invii notizie qui.
    Vi ringrazio, IZ0MIX
  9. L'utilità delle onde medie
    Buongiorno, è triste notare come quando si tratta di distruggere cose utili, l'Italia sia sempre in prima fila. Provate ad ascoltare con un ricevitore ad onde medie lunghe o corte, le stazioni internazionali che trasmettono attualmente; troviamo stazioni come Radio China International o Radio Romania ed altre ancora, che diffondono informazioni, emettono interessanti programmi in varie lingue, mantengono i contatti con tutti i loro cittadini nel mondo e tutti questi servizi sono raggiungibili con qualsiasi semplice radio dotata di onde medie lunghe o corte.
    Per ora non sempre c'è la possibilità di ricevere ovunque in streaming invece la semplice radio analogica non ha frontiere.
    Forse è proprio questo che un po infastidisce... molto meglio una trasmissione in FM ben localizzata che non va oltre una certa distanza, che non permettere alle persone di ascoltare magari un notiziario in inglese o in italiano trasmesso da un'altra nazione, con le cose viste da punti di vista diversi.
    La mia non è assolutamente nostalgia ma una riflessione sul fatto che quando si tratta di radiotelecomunicazioni il progresso non dovrebbe mai comportaree riduzione di informazione.
  10. Onde medie per ascolti dall'estero
    Mi ricordo nel lontano 1995 quando da bambino (15 anni) ascoltai Radio Rai in onde medie dall'Inghilterra centrale, di notte, durante una vacanza studio. da allora mi appassionai alle onde medie!
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