Attualità: CambieRai, sondaggio del Governo sul futuro del servizio pubblico

Di LC, 19 Mag 2016 - 00:10

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Sotto il titolo "CambieRai" un sito del Governo italiano propone a tutti gli interessati una prima consultazione pubblica, sotto forma di sondaggio on-line, sul servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale. Un piccolo spazio anche per le trasmissioni per l'estero anche se il riferimento a "canali" dedicati non lascia intendere se si riferisca a radio o tv.
Il sondaggio intende chiedere ai cittadini una valutazione guidata dalla risposte a diverse domande sul futuro del servizio pubblico affidato alla Rai, con un questionario redatto col supporto tecnico dell'ISTAT. Il Governo nota che "il processo di convergenza tra tv, Internet e telecomunicazioni sta trasformando le modalità di distribuzione e consumo dei contenuti audiovisivi" richiedendo una riflessione sulle "ragioni, sull'organizzazione e sul perimetro del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale”.
Il questionario è disponibile per 45 giorni all'indirizzo: http://www.cambierai.gov.it/
Le risposte, analizzate in forma aggregata e anonima, formeranno, insieme con le proposte prodotte dai tavoli tecnici, la base per la stesura della relazione che accompagnerà la nuova bozza di Convenzione tra lo Stato e la Rai.
Tra le domande alcune si prestano a sostenere il ritorno di un servizio radiofonico (o televisivo?) per l'estero. In particolare è possibile intervenire sull'eventualità che - fra una serie di compiti - sia possibile aggiungere quello di "raccontare l'Italia al mondo".
Le domande successive chiedono poi:
- Secondo lei, la RAI dovrebbe investire risorse economiche per realizzare un canale in lingua inglese per promuovere, a livello mondiale, l’identità, lo stile e la cultura italiane?
- Ritiene che la RAI debba produrre contenuti in altre lingue, oltre all’inglese, con particolare attenzione a determinate aree geografiche (ad esempio programmi in lingua araba per l’area del Mediterraneo)?
C'è quindi spazio per dire la nostra sulla necessità di ritornare a parlare per l'estero almeno in italiano, inglese e arabo indicando specificamente la radio tra i suggerimenti anche se, per come sono poste, le domande sembrano orientate a un improbabile servizio internazionale in tv.
Partecipare però può essere importante per far capire l'interesse per un ripristino delle trasmissioni per l'estero distrutte incomprensibilmente nel 2007, senza chiedere, allora, il parere a nessuno.

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