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Italia: 40 anni fa la sentenza per le tv private

Di LC, 28 Lug 2016 - 22:41

Storia e rievocazioni

Il 28 luglio 1976, mentre in tutto il Paese erano cominciate le trasmissioni di radio e tv private, la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 202 poneva fine al monopolio RAI, almeno in "ambito locale". La decisione, che faceva seguito a pronunce di pretori e tribunali di tutta Italia, apriva la strada alla completa liberalizzazione del settore.
La controversa definizione di "ambito locale" si rivelò subito insufficiente a contenere il nascente settore privato che di lì a pochi anni avrebbe subito una decisiva trasformazione con la nascita delle reti nazionali. A distanza di 40 anni la sentenza, che giunse in un difficile momento anche per la RAI, la cui riforma era stata approvata l'anno prima, rappresenta un tornante della storia dei media italiani e un significativo ricordo per la generazione dei pionieri delle radio e tv private.
La via giudiziaria rivelò tuttavia l'insufficienza delle norme regolamentari se non la mancanza di una pianificazione che mancò del tutto alla industria radiotelevisiva e ancora oggi rivela numerose lacune.
Fu una stagione di grandi speranze e di molte illusioni ma soprattutto con la radiotelevisione privata gli italiani furono travolti da una creatività innovativa, trasferitasi presto in tutta l'Europa continentale. Va sottolineato infatti che all'epoca solo la Gran Bretagna disponeva di tv e radio private mentre in Spagna solo la radio aveva stazioni commerciali a fianco della RTV statale. Ben presto anche Francia, Germania, Svizzera e altri Paesi seguirono con varie modalità l'esperimento italiano che ancora una volta fu di guida creativa per tutti.
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Commenti

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  1. Dal fervore degli anni '70 al torpore degli anni duemila
    Un regolamento che impone a chi vorrebbe fare della tranquilla radiofonia di utilità sociale sulle Onde Medie gli stessi requisiti e struttura di un network commerciale, diviso fra operatore di rete ed editore, limita una promettente prospettiva.
    Qualche antennina accesa ancora c'è ma alla fine si opera in un contesto legale ancora sostanzialmente sfumato e incerto.
  2. Chiusura Radio Alce (Caserta)
    Dopo 40 anni Radio Alce di Caserta ha chiuso cedendo l'unica frequenza (88.100 MHz) all'emittente nazionale RDS. La stazione era nata nel 1976. (R.R. per NL)
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