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Onde medie ai privati: domande al Ministero

Di LC, 04 Set 2016 - 23:24 (Ultima modifica: 14 Set 2016)

Attività di Italradio

Il piano di Ginevra 1975 è all'attenzione di quanti stanno analizzando le prospettive delle possibili assegnazioni di canali in onda media a operatori privati. Italradio, nel notiziario audio del 4 settembre 2016, ha dato spazio alle considerazioni di Enrico Carpineti, un esperto del settore che ci ha comunicato di aver inviato al Ministero per lo sviluppo economico richieste di chiarimenti su caratteristiche tecniche, siti di trasmissione, nuove frequenze, in particolare per le emittenti di bassa potenza. Argomenti di sicuro interesse per il settore.
Come si ricorderà - con provvedimenti del 3 agosto 2016 - il Ministero dello Sviluppo Economico ha aperto la procedura di assegnazione delle frequenze in onde medie, secondo il Piano di Ginevra 1975 ed attualmente non più utilizzate dalla RAI. Gli interessati hanno tempo fino al 30 settembre per proporsi. Due gli ambiti di assegnazione, uno per reti isofrequenza, l'altro per installazioni puntuali.
E' in questo quadro che Enrico Carpineti ha inviato al Ministero per lo sviluppo economico (Mise) richieste di chiarimenti sull’assegnazione delle frequenze in onda media.
Come segnala il notiziario di ItalWebRadio, citando gli articoli 3, 4 e 6 del piano di Ginevra del 1975, indicato come base dal Mise, Carpineti fa notare che “ogni amministrazione può proporre modifiche alle caratteristiche tecniche e proporre nuove frequenze”, che sono “normati cambi tecnici e di frequenza per le emittenti di bassa potenza”. Sulla base di queste considerazioni, Carpineti chiede se sarà possibile ottenere frequenze e siti di trasmissione al di fuori di quelli espicitamente assegnati all’Italia dal piano di Ginevra, se potranno essere richieste le frequenze alle quali altri Paesi abbiano esplicitamente rinunciato, e se potranno essere assegnate frequenze locali che non superino i confini nazionali, compatibilimente con i valori indicati dallo stesso piano, senza coordinamento Europeo.
Italradio, che segue con il proprio Comitato scientifico l'evoluzione normativa e tecnica delle onde medie in Italia, ritiene che queste domande possano avere pieno fondamento e favorire lo sviluppo dell’emittenza locale e di servizio augurandosi, quindi, una positiva risposta da parte del Ministero.
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Commenti

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  1. MISE: domande e... risposte?
    Domande di chiarimento: oggi, fra l'altro, scade il termine per formularle. Le risposte, poi, dovrebbero essere tutte raccolte nel sito web del MISE, magari il giorno prima della scadenza dei termini per chiedere autorizzazione all'esercizio e concessione della frequenza.
    In merito a deroghe da GE75, bassa potenza e altro, già si discusse e si propose molto, sia all'AGCOM, sia al MISE. Nulla si è potuto riscontrare poi nel regolamento, pensato e scritto per broadcaster di tipo nazionale, a livello di caratteristiche di impianto e criteri di esercizio.
    Chi fosse interessato ad operare in OM, vada a vedersi le schede tecniche delle varie frequenze e scelga se prendersi in blocco una sfilza di impianti dall'Alpe a Sicilia, con antenne verticali alte spesso oltre 100 metri e decine di kW di potenza, oppure impianti singoli ad orario limitato e/o con bacini di esercizio utili di poche decine di km, pesantemente interferiti dalla sera al mattino.
    Nel redigere il regolamento, non pare si sia fatto molto più che ricalcare lo schema che era della RAI, sottrarre ciò che la RAI ha già smantellato e/o spento, e riproporre ai privati ciò che rimane, negli stessi termini nei quali era utilizzato prima. Nessuno sforzo, neanche un accenno, è stato fatto in direzione di quello che segnala Carpineti, che peraltro era stato segnalato e richiesto al Ministero già in fase di audizione pubblica, l'anno scorso.
    Inutile farsi illusioni.
  2. Onde medie: possibilità anche per radio emergenti
    Da "La Repubblica": Quando e come sarà fatta la graduatoria per assegnare le frequenze. “Un soggetto ‘nuovo entrante’ – solo grazie a questo titolo – ottiene i primi 25 punti. La ‘potenzialità economica del richiedente’ porterà invece soltanto 10 punti: in questo modo si respingono i big del settore e si incoraggiano gli emergenti. Peseranno però, in ogni caso, la qualità del progetto (40 punti) e il piano di investimenti (per altri 25). Chi sperimenterà emissioni in digitale – ad esempio con la tecnologia DRM – sarà favorito nella corsa alle frequenze”.
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