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Il ministero risponde, 56 domande sulle onde medie

Di LC, 13 Set 2016 - 23:54 (Ultima modifica: 22 Set 2016)

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Il Ministero dello sviluppo economico (MISE) ha diffuso le risposte a ben 56 domande di interessati al settore delle onde medie nella attuale fase di predisposizione delle richieste per le frequenze che saranno rilasciate ai privati. Spostamenti di localizzazione solo coordinati con Ginevra 75, associazioni tra i possibili gestori, obbligo di domanda per chi sta già operando.
Il Ministero conferma che gli operatori di rete possono essere anche associazioni senza scopo di lucro. Le localizzazioni e le caratteristiche tecniche devi i impianti potranno essere diverse da quelle fissate a Ginevra 75 ma per trasmettere sarà necessario attendere la concertazione internazionale prevista dalle norme ITU. Tempi lunghi?
Interessante precisazione per le stazioni in possesso delle autorizzazioni della Legge Mammì, sembra sia per loro obbligatorio fare domanda per non perdere l'attuale posizione e adeguarsi alle frequenze stabilite. Se queste prime analisi sono confermate si auspica una prorogavdel termine del 30 settembre, perché la platea degli interessati sembra più vasta di quanto poteva apparire all'inizio.
Le risposte alle domande, come ci segnala Giorgio Marsiglio sono su:
http://www.mise.gov.it/images/stories/documenti/risposte_quesiti_onde_medie_DEF.pdf
1124 letture, Stampa [P] | PDF PDF



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Commenti

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  1. Onde medie: proroga necessaria
    Una proroga anche solo di 1 mese sarebbe assolutamente necessaria soprattutto per le web radio in quanto dal bando si capiva non potessero partecipare e invece lo potranno fare.Se qualcuno cerca un socio per fare domanda in Campania io ci sono...
  2. Onde medie ai privati e coordinamento internazionale
    Si presenta delicato il tema del coordinamento internazionale. Ogni progetto presentato a seguito della volontà (o necessità) di installare l'antenna trasmittente in località diversa da quella prevista dal GE75 dovrà essere esaminato dai tecnici del Ministero per determinare le eventuali problematiche interferenziali conseguenti e confrontarsi poi in sede internazionale.
    Il tema non è in effetti di rapida e semplice soluzione, a meno che il Ministero non decida di ammettere solo spostamenti di poche decine di km al massimo e tipologie di antenna non diverse da quelle indicate nelle schede tecniche. In caso contrario può diventare un autentico ginepraio.
  3. Onde medie: commento alle risposte del Ministero
    Giorgio Marsiglio ha redatto un suo interessante commento:
    http://www.dirittoalradioascolto.sm/commento_Marsiglio_a_risposte_MISE_(18.9.2016).pdf
  4. Onde medie: risposte ministeriali
    A margine dei commenti, ci sarebbe anche da osservare che l'accesso al titolo autorizzativo è stato esteso praticamente a chiunque: ditte individuali, associazioni con e senza lucro, ecc. ecc.
    Il tema del coordinamento internazionale appare abbastanza complicato, per quanto nel resto d'Europa il parco trasmettitori sia ormai in fase di dismissione quasi completa. Temo però che gli Stati considereranno comunque le frequenze loro assegnate dal GE75 come una sorta di patrimonio nazionale che difficilmente sarà lasciato a disposizione di altri Stati stranieri.
    Tecnicamente, penso che spostamenti di 20 - 30 km rispetto ai siti originari, magari prevedendo una riduzione della potenza rispetto a quella della scheda e soprattutto l'impiego di antenne del tipo specificato nella scheda stessa, potranno essere coordinati senza particolari intoppi. Al contrario potrebbero esserci problemi per le reti sincrone.
    Il discorso del tipo di antenna non è secondario, specialmente per via del fatto che un traliccio molto alto è anche molto costoso e i "pionieri" delle OM cercheranno comprensibilmente di orientarsi su antenne più corte, compensate capacitivamente e/o con circuito di sintonia, il cui lobo di irradiazione però punta in alto e rende problematico il controllo dell'emissione nelle ore notturne.
    Probabilmente, un modello di pianificazione delle nuove OM italiane poteva essere quello inglese, nel quale convivono numerosissime emittenti di taglia medio-piccola, sostenibili economicamente, allocate su frequenze appositamente dedicate e libere da interferenze locali e straniere. Quello preso e ricalcato in Italia è un modello pensato per emittenti di Stato, essendo il GE75 un piano elaborato quando nemmeno si sospettava un'emittenza radiofonica privata e locale, tantomeno sulle OM.
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