Storie: Nuove prospettive di recupero per Coltano

Di LC, 24 Set 2016 - 20:23

Storia e rievocazioni [1]

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Riunite alla Villa Medicea di Coltano le 10 stazioni radioamatoriali marconiane d'Italia (CSMI) hanno dato nuovo slancio al recupero storico della stazione radio marconiana della località pisana distrutta dalla guerra nel 1944. Il Comune attende dal Demanio l'assegnazione della palazzina diroccata, procedura laboriosa da anni in corso. Un ruolo attivo della Pro Loco e dei radioamatori pisani. Presentato uno studio storico del Prof. Filippo Giannetti che ha individuato anche le frequenze un tempo utilizzate.
Intervenuto la mattina del 24 settembre al convegno del CSMI, l'assessore al bilancio del Comune di Pisa Andrea Serfogli ha sottolineato l'impegno pluriennale dell'amministrazione per il recupero della palazzina della stazione marconiana acquisendola dal Demanio e destinandovi una somma di 2,3 milioni di euro di cui 1,3 promessi dalla Regione Toscana. E' proprio sulla destinazione di questi ultimi fondi che si è compreso esistere alcune difficoltà che, insieme con il complesso iter di acquisizione, ritardano il progetto di recupero (museale e a favore di imprese tecnologiche). Per la prima volta in occasione del convegno CSMI le sterpaglie intorno la palazzina sono state tagliate e restituita una minima visibilità. Come documenta la nostra foto gli operai erano al lavoro durante e dopo il convegno.
Un aiuto alle speranze del Comune arriva anche dalla nuova Pro Loco di Coltano che - attraverso il suo presidente Antonio Dell'Omodarme, già consigliere comunale di maggioranza - rilancia la proposta di ridenominare Coltano-Marconi la località.
La storia è davvero passata da Coltano per l'intuizione di Marconi, ha sottolineato nella sua conferenza il prof. Filippo Giannetti dell'Università di Pisa, Questi comprese l'elevata conducibilità elettrica della zona acquitrinosa a sud di Pisa (dimostrata da studi scientifici solo quasi 50 anni dopo) e la posizione felice tra il mare e le colline che, secondo uno studioso americano, si comporterebbero da antenna (parabolica) naturale. In tale quadro l'esperienza marconiana di puntare gigantesche antenne verso il Canada e l'Eritrea permise già nel 1911 di aprire l'Italia alle radiocomunicazioni intercontinentali sulla frequenza, oggi sorprendente di circa 43 kHz con soli 14 KW di potenza e un trasmettitore a scintilla. Dopo Marconi fu Giancarlo Vallauri ad installare un secondo impianto ancor più potente e dotato di antenne poderose per conto della Marina militare trasmettendo con una frequenza valutata di 18,75 kHz nel periodo 1919-1923. Si inviavano telegrammi alla velocità di 7 Megabit al mese. Oggi, commenta il prof. Giannetti, il traffico dati avviene forse a 7 MBit al secondo!
Dopo il periodo di Italo Radio, stazione radiotelegrafica privata, Coltano fu affidata per 14 anni, dal 1930, al Ministero delle Poste. E' in quel periodo che Marconi farà accendere le luci del Redentore di Rio de Janeiro utilizzando il segnale di Coltano. Nel giugno 1944 i tedeschi in ritirata distruggeranno l'intera stazione tranne la palazzina marconiana, allora non più in uso. Seguiranno deboli tentativi di ripresa con le notevoli eccezioni del Signal Corps americano che vi terrà una stazione militare dal 1955 al 2008 (segno della lungimiranza riconosciuta al luogo marconiano) e la RAI che dal 1952 vi opera un trasmettitore ad onda media, oggi l'unico della Toscana (Radio 1, 657 kHz).
Degli impianti marconiani, di Vallauri e delle Poste non resta più nulla anche se un'analisi del terreno, condotta dopo il convegno con un sopralluogo, mostra reperti quali basamenti dei tralicci, fossi di confine, garitte di sorveglianza e la palazzina diroccata.
Far conoscere Coltano è ora l'importante compito della comunità loacle, scientifica e dei radioamatori, sottraendola all'oblio e aiutando i progetti di recupero. Ma occorre far presto. Da 72 anni regna infatti l'abbandono.
Nelle nostre foto il rudere con la ripulitura delle piante il 24 settembre e la conferenza con Antonio Dell'Omodarme (a sinistra) Filippo Giannetti (al centro) Andrea Serfogli (a destra).
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