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Il futuro della radio, normative a confronto, nazionali e mondial

Di LC, 28 Ott 2016 - 12:39

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Dibattito sull'attualità della radio e la normativa nazionale e internazionale. Nonostante le incertezze normative, l'onda media di Challenger funziona da alcuni anni come un positivo esperimento che ha condotto ad una riconsiderazione della regolazione nazionale. Maurizio Anselmo al XIII Forum Italradio. Gli aspetti internazionali da Ginevra 1975 e di 110 anni di regolazione delle radio frequenze con il direttore radio della ITU François Rancy. Il futuro della radio analogica. Le valutazioni dell'ing. Pacifici sui problemi di standard sul digitale in onda media.
Al dibattito moderato da Nicola Marini, Maurizio Anselmo ricorda l'accensione della sua radio nel 2009 provocò le rimostranze del Ministero che però non trovarono conforto in giudizio. La radio fu riaccesa e, anche grazie alla richiesta di Giorgio Marsiglio all'Unione Europea, nel 2014-2015, ha condotto al bando per le frequenze per la concessione ai privati dopo "soli" 7 anni.
le onde medie risorsa imposrante, sistema minimale, radio da 3 euro, potenze bassissime bastano per cenytinaia di chiloetri. I suoi 846 kHz dal padovano (scelta perché coprono da Pescara a Lodi lungo le strade d'Italia) con la potenza che serve a far funzionare un tostapane.
Dalle accensioni su frequenze storiche sono venute grandi soddisfazioni dalla onda media, immediatamente tanti ascoltatori. L'onda media ha ancora tanto spazio possibile,
Sul tema delle frequenze, ha poi sottolineato il direttore Rancy, la prima conferenza internazionale risale al 1903. Da allora sono state stabilite delle regole certe che possono aiutare tutti i tipi di trasmissione. Diventare digitali - ha detto François Rancy - non è una necessità per tutti specialmente quando i vantaggi della transizione al digitale non sono chiari. La tensione sullo spettro radioelettriche deriva dalla crescente pressione sul servizio mobile. Tuttavia esso non è interessato a frequenze più basse a 450 MHz. Per cui Rancy crede che ci sia evidentemente un futuro anche per l'analogico, soprattutto in emergenza. E la transizione digitale o il mantenimento dell'analogico non sono in contraddizione perché il regolamenti internazionale non distingue ma in accordi regionali lascia libertà dentro a standard tecnici garantiti.
Sullo sviluppo delle trasmissioni in digitale nelle bande OM e OC l'ing. Pacifici ha sottolineato come dal punto di vista trasmittente lo sviluppo sia stato molto forte mentre continuano a mancare i ricevitori.
1992 letture, Stampa [P] | PDF PDF



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Commenti

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  1. Quando daranno i permessi per trasmettere in AM ai privati?
    Quando daranno i permessi per trasmettere in modulazione ampiezza?
  2. Bando frequenze AM
    @Francesco Siamo a Natale e ancora non si sa nulla. Assurda la burocrazia italiana...
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