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Addio silenzioso all'onda media romana della Radio Vaticana

Di LC, 30 Nov 2016 - 22:04 (Ultima modifica: 30 Nov 2016)

Immagine 0 per Addio silenzioso all'onda media romana della Radio Vaticana
Chiude in silenzio, alla vigilia del 1° dicembre 2016, l'onda media della Radio Vaticana che da decenni serve Roma e una parte dell'Italia centrale. Italradio non è stata in grado di identificare alcun annuncio nelle trasmissioni in italiano che preparasse gli ascoltatori al doloroso e incomprensibile distacco dalle frequenze di 585 kHz e 1260 kHz. Commenti negativi dai nostri lettori. La radio del Papa sempre più dipendente da piattaforme esterne.
Con una decisione semiclandestina, la Radio Vaticana cessa di essere ricevibile in una parte significativa d'Italia, salvo la zona di Roma e dintorni coperta dalla frequenza di 105 MHz in modulazione di frequenza e l’area servita dalla rete DAB.
La frequenza 585 kHz, dotata di pochi chilowatt di potenza e di una antenna semplicissima, svolge con regolarità il servizio in lingua italiana in una vasta area che da Siena raggiunge le porte di Napoli, portando il segnale della radio dove non arriva l'FM, comprese alcune zone di Roma (Tuscolano, ad esempio). La frequenza di 1260 kHz, ancor meno potente, sta invece svolgendo un servizio di prossimità con alcuni programmi in lingua straniera certamente apprezzati da tanti.
Assai negativi i commenti dei lettori del portale Italradio.
Scrive Carlo Tenga: “Non riesco a immaginare come le popolazioni indigene e povere, che a stento hanno acqua potabile e cibo per la loro sussistenza, spendano le loro risicatissime risorse in uno smart-phone ed in abbonamenti internet mentre c'è carenza di rete telematiche ed energia elettrica per caricare le batterie che li alimentano. E come non vedere la contraddizione con l'Argentina di Papa Francesco dove onde medie e corte stanno rifiorendo con il servizio di RADIO ARGENTINA AL MUNDO?”
Aggiunge Massimo da Gorizia: “Ma pensano veramente che gli anziani e gli emarginati abbiano smartphone ed abbonamenti da Giga e Giga per il traffico dati? Ho provato personalmente ad ascoltare la Radio Vaticana in streaming con il mio telefono, rimanendo fermo potevo ascoltare per alcuni minuti con diverse interruzioni, in movimento non si ascolta nulla. Evidentemente ai media vaticani non è ben chiaro che cosa significhi fare "radio" e cioè "irradiare" un segnale nell'etere. Devono cambiare denominazione, chiamarsi "servizio web Vaticano".”
Mentre Mauro da Roma lamenta la quasi totale assenza di stazioni a onda media sulla capitale, Massimo da Palermo sottolinea l’incoerenza di chi dichiara obsolete le onde corte, ma affitta le proprie antenne ad altre emittenti.
La Radio Vaticana, dopo aver perso le onde medie internazionali e gran parte delle onde corte, sembra avviarsi a divenire un centro di produzione audiovisivo, dipendente da piattaforme non autonome, che sono in grado di scegliere se e cosa riprodurre del materiale proveniente dal Vaticano e dunque destinate per loro stessa natura a limitare la libertà di diffusione che solo la radiofonia ha garantito finora e garantisce ovunque.
Nella foto le antenne vaticane viste da Valle Aurelia (foto LC/Italradio)
1807 letture, Stampa [P] | PDF PDF



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Commenti

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  1. Un'opinione sulla Radio Vaticana
    Una riflessione su tecnica e contenuti:
    http://www.mondayvatican.com/vatican/pope-francis-the-steps-of-vatican-reform
  2. Cosa si perde con la chiusura delle onde medie
    Si perde un altro pezzo di storia della Radio in Italia. La sera in autoradio era un piacere ascoltare la Radio Vaticana.
    L'illusione di abbattere i costi di esercizio per le emittenti è tutta da verificare.
    Per l'ascoltatore i costi ci sono e come: computer, smartphone si impallano e vanno cambiati di frequente.
    Probabili attacchi informatici potranno causare il blocco delle trasmissioni.
    Se questo è il futuro, è meglio un ritorno al passato.
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