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La TV che non si vede: il caso Piemonte in Parlamento

Di LC, 18 Gen 2017 - 16:28 (Ultima modifica: 22 Gen 2017)

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In un intervento della sen. Favero (PD, maggioranza) nell'aula di Palazzo Madama (18 gennaio 2016) sono stati forniti alcuni dati sulle aree non raggiunte dai programmi RAI ed in particolare dal TG regionale del Piemonte. Disturbi ed altre situazioni negative erano già state segnalate dalla parlamentare in passato. I dati del Corecom Piemonte in un convegno del 2016 spiegano l'entità della situazione.
La sen. Favero ha sollecitato un intervento a favore delle zone del Paese dove il segnale tv della RAI è debole o assente, ricordando come negli anni si "sono succedute le rassicurazioni in prima istanza della Rai e del Ministero dello sviluppo economico, che non hanno però portato a una definitiva soluzione dei problemi di ricezione, che sono diventati continui ed estenuanti".
Ricordato il problema delle interferenze, la sen. Favero ha richiesto un "ulteriore intervento sulla situazione delle frequenze in Piemonte e in Lombardia e sui disturbi al segnale televisivo" lamentando che "persistono i problemi e i disturbi al segnale del digitale terrestre. In particolare, queste difficoltà si riscontrano nelle zone montane, nei borghi e nelle aree più interne, difficilmente raggiungibili, dove da tempo ai residenti viene di fatto impedito di godere di un servizio pubblico di primaria importanza".
Secondo una indagine del CoReCom del Piemonte (presentata lo scorso anno al convegno "La TV che non vedi") 149.064 abitanti, su un totale di 1.205.328, non ricevono il segnale Rai 3 regionale (circa il 15 per cento), addirittura il 41% in provincia di Biella e il 57% in quella di Novara. Ad oggi - ha detto la senatrice - 600.000 piemontesi non riceverebbero il TgR piemontese, richiedendo "un monitoraggio che copra tutto il territorio nazionale italiano" impegnando "Rai Way a potenziare le infrastrutture per la trasmissione del segnale tv, soprattutto nelle aree montane e più interne del Paese, e di attivare un tavolo interministeriale relativo alle strategie per la risoluzione del digital divide secondo quanto previsto dall'agenda digitale nazionale".
L'intervento della senatrice è nel resoconto della seduta del 18 gennaio su www.senato.it
Dopo anni di digitale terrestre c'è di che riflettere.
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