Attualità: Radio e TV Capodistria: la situazione

Di PMo, 30 Gen 2017 - 11:48

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Nel corso della puntata di Glocal del 30 gennaio, è stato fatto il punto sulla situazione dei programmi italiani di Radio e TV Capodistria rispetto al piano di bilancio della RTV Slovena per il 2017. Al microfono di Lara Drcic sono intervenuti Maurizio Tremul, Alberto Scheriani e Antonio Rocco, che hanno tratteggiato un quadro di massima preoccupazione per il futuro dei programmi delle minoranze italiana e ungherese.
Maurizio Tremul, che ha sollevato il problema all'interno del Consiglio di programma della RTV Slovena, ha ribadito la sua posizione in un'intervista a Corinne Brenko. "La mia impressione è che è stata una riunione inconcludente rispetto agli obiettivi per i quali la commissione si è proposta" in quanto finora si è discusso solo dei costi eccessivi dei centri di Maribor e Capodistriae e del fatto che sarebbero "sovradimensionati", ma a giudizio di Tremul non sono emersi elementi concreti che avvalorano queste accuse. Al contrario, Tremul ho dimostrato che negli ultimi 4 anni i finanziamenti sono diminuiti del 17% e in dieci anni il personale del 29%. "L'impressione, ha commentato Tremul, "è che questo dato non sia colto e non lo si voglia capire: c'è pressione per ridurre ulteriormente i costi." Tremul non si è detto contrario ad operare in questo senso, ma ha ricordato che non bisogna ledere i diritti delle minoranze e il contributo già chiesto a Capodistria è stato pesante. La situazione è molto complessa; sono pessimista", ha concluso Tremul. "Non sono questi i costi su cui intervenire. E' difficile ristrutturare e sviluppare i programmi quando in dieci anni sono state perse tante risorse umane e finanziarie. Purtroppo questa considerazione è ignorata e, nonostante nessuna altra unità operativa della RTV sia stata oggetto di analoghi tagli, la pressione sui risparmi nei centri regionali è sempre forte." Secondo Tremul, si penserebbe anche di togliere le frequenze ai centri regionali, per far confluire i loro programmi in un unico canale.

Dopo Tremul è intervenuto il vice direttore della RTV Slovena per i programmi della minoranza italiana, Antonio Rocco, che da tempo è impegnato nella difesa del centro di Capodistria.
"Cercheremo di organizzare una seduta straordinaria del Consiglio di programma, anche in collaborazione con i colleghi ungheresi che sono interessati dal problema. Al momento le attività sono ristrette a un organismo interno e non vengono alla luce del sole: le notizie sono trapelate quasi per caso. Cercheremo di ribadire i nostri argomenti. In questo momento di trasformazione della RTV Slovena, sia per meccanismi interni che per nuova legge, i nostri programmi trovino il proprio ruolo, la propria funzione e le prospettive di sviluppo." Rocco ha lamentato la difficoltà di avere un dialogo con i giusti referenti a Lubiana. "Cercheremo di spiegare i nostri interessi e le nostre ambizioni, che ci sembrano assolutamente legittime."
Lara Drcic ha chiesto un commento all'accusa di avere centri regionali sovradimensionati: "In effetti, ha risposto Rocco, i diritti delle comunità, in base alla costituzione, non dipendono dal numero di iscritti. Al momento dell'indipendenza la Slovenia ha assunto l'impegno di mantenere i diritti acquisiti. I massa media, poi, sono legati alla lingua e alla comunità: con cosa li potremmo sostituire?"
Sul futuro, Rocco ha detto che "con i tagli degli ultimi anni le nostre capacità produttive si sono ridotte; abbiamo chiesto aiuto al governo che però ha chiesto ulteriori revisioni dei nostri programmi. Da parte nostra dovremo trovare le risorse per consolidare non solo radio e TV, ma anche il mondo multimediale in cui sono siamo adeguatamente presenti e non siamo stati supportati, nonostante le richieste. Al momento la crisi più acuta nasce dalla mancanza di quadri nella radio e nella TV, ma speriamo che il governo ci dia un contributo per risolvere questo problema."

Alberto Scheriani, presidente della CAN costiera e del Comitato per i programmi italiani, ha scritto al primo ministro sloveno per discutere la situazione die programmi italiani di RTV Capodistria. "Noi crediamo", ha detto Scheriani, "che in questi ultimi mesi le cose non stiano andando bene. Abbiamo visto nei giorni scorsi come determinate cose sono interpretate da alcuni personaggi che forse non ci vogliono troppo bene. Vogliamo che si rispettino le leggi e la costituzione, oltre che gli accordi internazionali che la Slovenia ha fatto suoi quando è diventata indipendente."
Anche Scheriani è proccupato: "La situazione è pesante come non mai. Il 23 dicembre ci fu una riunione della commissione nazionalità del governo, presieduto dal ministro della cultura, che non fu positiva per i nostri programmi nonostante l'impegno a non ledere i diritti delle minoranze. Con gli ultimi documenti resi noti, ciò non corrisponde al vero: c'è la volontà di ridurre i programmi, non solo finanziariamente ma bloccando il turn over. Vediamo un impoverimento marcato delle redazioni di radio e tv di Capodistria."
Scheriani ha infine ribadito che "il comitato è sempre stato a fianco dei programmi radio e TV della nostra comunità, al punto che per la prima volta non abbiamo approvato il piano per il 2017 perché non veniva incontro ai nostri desideri. I problemi finaziari della RTV non possono essere riversati sulle spalle delle comunità italiana e ungherese. Purtroppo sta avvenendo questo. Noi siamo profondamente contrari a questa politica, quindi protestiamo e cerceheremo di avere degli incontri e di contrastare questo disegno. Abbiamo informato anche il garante dei diritti dell'uomo, evidenziando come il più grande problema per la nostra comunità sia la RTV; siamo costantemente in contatto con il suo ufficio per informarlo su questa situazione. I contatti sono ottimi e spero che ci aiuti a ottenere risultati."

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  1. 30 gennaio 2017: a TV Capodistria alle 21 dibattito sul futuro dei programmi italiani
    Il primo ministro sloveno, anziché ricevere i rappresentanti della comunità italiana, ha loro assicurato in una lettera di aver trasmesso il fascicolo al Ministero della cultura di Lubiana senza prendere altre posizioni. La comunità insiste per un incontro per ottenere una garanzia governativa sul futuro dei centri regionali. Profonda l'insoddisfazione. Questa sera alle 21 il programma "Meridiani" di TV Capodistria farà il punto della situazione.
  2. 3 febbraio 2017: Comitato programmi RTV Capodistria, mantenere tutte le frequenze
    Nella seduta straordianria del Comitato dei programmi, svoltasi oggi a Capodistria, è stata rinnovata la preoccupazione per il futuro delle trasmissioni italiane di fronte ai tentativi di smembrare il sistema RTV sloveno che garantisce i programmi nelle lingue minoritarie.
    Lo stesso direttore generale della RTV Slovenia M. Filli chiede una strategia, di fronte ad una situazione difficile nella quale "dobbiamo capire cosa possiamo fare coi mezzi a disposizione". Circa un richiesto intervento del governo di Lubiana ha aggiunto, in un'intervista al telegiornale dell'emittente, che "ogni anno parliamo col governo ma non è successo nulla" a parte un contributo concesso. Il Comitato ha espresso la propria condanna verso le inaccettabili pressioni sui programmi e verso proposte di riduzione che sono contrarie alla Costituzione. Il Comitato ha altresì richiesto di mantenere tutte le frequenze oggi a disposizione di RTV Capodistria.
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