Televisione: 40 anni di tv a colori in Rai

Di LC, 01 Feb 2017 - 08:51

Storia e rievocazioni [1]

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E' il 1° febbraio 1977 quando la Rai approda finalmente alla TV a colori dopo anni di sperimentazioni e contrasti, tecnici e politici, sull'adozione di una semplice evoluzione della diffusione televisiva, raggiunta in altri Paesi già diversi anni prima. La tv in bianco e nero era stata già superata dalle prime tv private e soprattutto dai segnali esteri, che tuttavia contribuirono anche alla battaglia sulla scelta del sistema di codifica del colore.
Alla fine fu il sistema tedesco PAL a trionfare, già adottato in tutta Europa, comprese le tv svizzera e di Capodistria che non poco contribuirono alla sua diffusione in Italia. Dall'altro lato, quello del sistema SECAM, adottato in Francia, stavano però sia la tv francese Antenne 2 (diffusa in mezza Italia proprio per il sostegno aperto al SECAM) e Tele Montecarlo. Il dibattito sulla tv a colori nel servizio pubblico si protrasse per la prima metà degli anni settanta del secolo passato, includendo due vaste sperimentazioni in concomitanza con le Olimpiadi di Monaco (1972) e di Montreal (1976) che videro pubbliche dimostrazioni e i primi televisori alla portata di tutti anche se costosi. E per questo alcuni politici dell'epoca vi si opposero. Tra i più dubbiosi Ugo La Malfa, l'allora leader repubblicano che temeva un dissesto delle spese familiari degli italiani. Queste ritrosie e la lotta sul sistema di codifica ritardarono la scelta e le trasmissioni che sarebbero potute iniziare anche 10 anni prima.
La storia televisiva italiana era iniziata nel 1939 (Radiovisione Eiar) e ripresa dopo la guerra a Torino nel periodo 1949-1952. Il 3 gennaio 1954 il programma tv divenne regolare e 8 anni dopo fu aggiunto il 2° canale. A 40 anni di distanza le polemiche dell'epoca sembrano lontanissime ma, in un certo senso anche familiari, considerando come dati tecnici vengono poi utilizzati in politica o in economia.

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Commenti

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  1. Quando la tv a colori preoccupava
    Mi fa sorridere la preoccupazione di La Malfa per le famiglie a rischio dissesto finanziario per l'acquisto del tv color, oggi che sono a rischio dissesto finanziario per mancanza di lavoro, aumenti di tariffe e tasse.
  2. Le preoccupazioni di La Malfa per la tv a colori
    Non che fossero poi così infondate. Ricordo ancora adesso che fra i miei non furono bei momenti quando mio padre, a sorpresa, fece arrivare a casa un tv a colori che era costato ben 500 mila lire!
    Fortuna che poi durò a lungo, anche perché lo comprò prima del 1977.
    Ricordo anche molto bene la riunione familiare convocata per vedere per la prima volta una donna bionda in tv, con uno sfondo azzurro: Il tg serale di Capodistria, all'epoca, per noi del nordest, "il terzo" che si captava con la lunga Yagi 22 elementi puntata verso il mare.
  3. La mia prima volta davanti alla tv a colori
    Ho sentito la notizia in macchina al GR1 mentre andavo al lavoro.
    La mia mente è tornata alla prima volta che ho visto la "tele" a colori: niente meno che il quarto di finale Argentina - Inghilterra a Mexico 86. Un parente di mia nonna mise il televisore appena acquistato in cortile, per una visione collettiva!
  4. Ricordi della TV a colori
    Parlando di TV a colori, mi viene in mente la prima volta che ho visto un' immagine televisiva a colori. Erano i primi giorni di settembre del 1972, assieme ai miei genitori ero andato a vedere una mostra dedicata appositamente alla TV a colori grazie all'evento Olimpico di Monaco '72 che fu organizzata in una cittadina nei dintorni di Gorizia, mi sembra Villesse.
    All'epoca avevo 8 anni e ricordo la mia meraviglia di fronte a quelle meravigliose immagini colorate che erano ricevute dal 2° canale della Rai, dalla TV di Capodistria (che già trasmetteva a colori sin dalla nascita nel 1971) e dalla Televisione di Lubiana che all'epoca era denominata JRT (Jugoslovanska Radio Televizija ovvero Radio Televisione Jugoslava che dal 1970 stava effettuando le emissioni a colori e che sarebbe passata alle trasmissioni regolari nel 1974) e che davano la possibilità di vedere in contemporanea 2 o 3 gare olimpiche in virtù della ricezione di queste emittenti estere.
    Il successo della mostra fu tale che mi ricordo che nonostante gli apparecchi in mostra fossero almeno una ventina, di varie marche, modelli e dimensioni, da circa 10 pollici (e comunque portatili) a quelli più grandi che credo fossero stati da 26 pollici, l'enorme afflusso di persone rendeva difficoltoso vedere le meraviglie esposte, tutti si spingevano e si accalcavano come se quei televisori fossero "in regalo".
    Non sono in grado di dire se le immagini della trasmissione RAI fossero in PAL o SECAM, ricordo solo che erano bellissime e che nonostante le insistenze dei miei genitori non volevo tornare a casa di fronte a quello spettacolo meraviglioso.
    Ricordo l'entusiasmo degli espositori che erano convinti che da li a poco sarebbero iniziate le trasmissioni regolari e che quindi anche l'Italia si sarebbe allineata al resto d'Europa, ma ricordo anche la delusione di mio padre quando venne a sapere che un TV color dell'epoca costava a seconda dai modelli dalle 450 alle 800.000 mila lire, un bel paragone se si pensa che 6 anni prima i miei genitori avevano acquistato il primo televisore (nel 1966) a 80.000 lire!
    Insomma splendidi ricordi ben fissi nella mia mente in una domenica di sole diversa dalle corse in bicicletta con gli amici e che mi ha fatto innamorare della tecnica della radio e della televisione.
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