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Sparite le antenne dal Vaticano: si punta sul DAB

Di LC, 04 Feb 2017 - 19:34

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Due notizie spiegano oggi meglio di ogni altra considerazione il cambiamento in corso alla Radio Vaticana. L'emittente dichiara affidarsi sempre più al DAB lo stesso giorno in cui su Twitter circolano le prime foto del colle Vaticano senza più antenne onde medie e onde corte. Ma il Vaticano non è la Norvegia. Un commento di Italradio.
Con un territorio minuscolo lo Stato della Città del Vaticano garantisce al Santo Padre l'indipendenza della sua missione, assicurandogli sovranità e relazioni diplomatiche al pari di tutti gli Stati del mondo. Tra i segni di sovranità alcuni servizi, quali la Radio. Fondata da Marconi, la Radio Vaticana è romana quanto universale ma soprattutto deve necessariamente potersi ascoltare al di là delle mura leonine in piena libertà. Ora però tocca alla "rivoluzione digitale" come in un servizio diffuso oggi, scrive Paola Simonetti (Radio Vaticana Italia) spiegando i vantaggi del DAB e, grazie all'intervento del prof. Simonelli, docente di storia delle Radio e della Tv all’Università Cattolica di Milano, rassicura che il passaggio non sarà traumatico. Purtroppo non emergono le difficoltà dell'affidarsi al DAB, la cui rete, che richiede molti più impianti anche dell'FM per assicurare il servizio, non è di proprietà del Vaticano come le potenti onde corte e le abbandonate onde medie ma di un gestore esterno esattamente come internet, che può tagliare quando vuole il messaggio della Radio del Papa. Riesce difficile credere che il beneficio del DAB sarà elevato per "chi ne fruirà in movimento, in auto soprattutto, garantendo un segnale di alta qualità anche in presenza di ostacoli, gallerie, luoghi insoliti". Attualmente non risulta che le gallerie italiane siano coperte tanto che sul sito della digitalradio.it viene correttamente spiegato che: "le gallerie non sono state ancora coperte dal segnale DAB+, eccezion fatta quelle della A22 in Alto Adige, ma questo è un processo in atto. Di certo è preferibile avere un discreto silenzio piuttosto che il fastidioso fruscio prodotto dalla vecchia radio analogica". Ci permettiamo di non essere d'accordo, il discreto silenzio, a chi ascolta la radio, magari bloccato in galleria per una coda, non ci sembra essere una grande consolazione, considerato che si è costruita in Italia una accettabile rete FM apposita (Rai Isoradio).
Altrettanto dispiacere abbiamo provato, come ascoltatori, quando stamattina Andrea Borgnino ha twittato una foto del Colle Vaticano senza più antenne ad onde medie e corte, simboli di quella libertà che nessun altro sistema garantisce, di superare ogni frontiera senza chiedere troppi permessi perché la Radio Vaticana sia davvero romana italiana e - soprattutto - universale, tre impegni che la radio norvegese o di qualunque altro Paese non possono assumere.

Per documentarsi
Il servizio della Radio Vaticana: http://it.radiovaticana.va/news/2017/02/04/radio_la_rivoluzione_passa_dal_dab__/1290060
Il tweet di Andrea Borgnino con la foto è rintracciabile anche sul profilo Twitter di Italradio
Il sito www.digitalradio.it espone la situazione del DAB in Italia
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Commenti

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  1. Radio Vaticana e il DAB
    Oggi l' ascolto della radio lineare tra i millennial è sicuramente in declino e con uno smart-phone è possibile accedere a una marea di informazioni. Può darsi che il DAB possa essere un'alternativa alla radiodiffusione tradizionale ma in Italia con le penuria di frequenze sarà difficile convertire i millennial ad ascoltarlo soprattutto perché comprare un ricevitore DAB a favore di uno smart-phone che permette di tutto non mi sembra convincente. La cosa che più mi meraviglia è la rapidità con cui la Radio Vaticana ha smantellato le "vecchie infrastrutture" senza avere la certezza dell'efficacia dal DAB italiano. Speriamo che il nuovo non porti al ripensamento della vecchia tecnologia tuttora valida. Le onde medie italiane, dai bandi pubblicati sembrano suscitare interessi anche da parte di gruppi come RTL e Monradio, in netta contotendenza con l'abbandono della banda da parte del Vaticano. Staremo a vedere cosa ne verrà fuori, attualmente non credo che comprerò in ricevitore DAB anche perché nella mia zona forse per sentire qualcosa bisogna montare un'antenna esterna. Ciò accade perché la tecnologia è spinta dal marketing e non da una vera volontà di capire ciò che i radio ascoltatori vogliono.
  2. DAB e spesa
    Tutte nuove tecnologie atte a farti spendere soldi per nuovi apparecchi. Non metto in dubbio la miglior qualità della radio DAB ma per ascoltare un radio giornale o sentire musica in sottofondo a basso volume mentre si lavora, già la FM è stata un notevole passo avanti rispetto alla AM.
  3. L'incompiuto DAB
    La tecnologia digitale DAB tenta di decollare da più di 25 anni, anzi a essere sincero, la prima volta che ho sentito il termine DAB era il 1987 (!) e cioè ben 30 anni fa.
    All'epoca si definiva lo standard DAB come una vera e propria rivoluzione che nel giro di pochi anni avrebbe rivoluzionato il mondo della radio, anche grazie alla compressione "MUSICAM" che permetteva di trasmettere 8 canali stereo in uno spazio di 1,7 MHz (in FM in 1,7 MHz ci stanno comunque 8 emittenti stereo) e permetteva altre meraviglie, meraviglie che poi altro non sono state che un cambio del sistema di compressione che 10 anni fà è arrivato a quello attuale, denominando il sistema DAB+, ma credo che dovremo aspettarci ancora un DAB++ e poi un DAB+++ e forse in un futuro ancora lontano un DAB+++ -30% mentre la FM tale è nata e tale è rimasta.
    Attualmente a Gorizia in DAB non si riceve nulla di italiano, solo un MUX della radio slovena che trasmette 13 canali sul blocco DAB 10D e che stranamente non contiene Radio Capodistria, che dire : era meglio digitalizzare l'FM che è più democratica e consuma meno frequenze e permette in solo 100 kHz di trasmettere 3 canali stereo con qualità DAB.
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