Attualità: RTV Capodistria sempre a rischio

Di LC, 20 Feb 2017 - 19:57

Rassegna stampa [1]

Proseguono le riunioni del comitato dei programmi della RTV pubblica slovena, rinnovando ogni volta le posizioni oltranziste di chi vorrebbe la riduzione dei centri regionali, in particolare di quello di Capodistria, ai minimi termini, nonostante le prescrizioni costituzionali sulle comunità autoctone italiana e ungherese.
Italradio rinnova solidarietà a RTV Capodistria che, a fianco di scuole e stampa, è istituzione fondamentale per mantenere la presenza italiana in quelle terre travagliate e dimenticate, salvo divenire improvvisamente utili per gli opposti anacronistici nazionalismi.
Il consiglio ha ascoltato una relazione del rappresentante italiano Maurizio Tremul sottolineato come "i programmi italiani sono stati quelli che hanno subito i maggiori tagli finanziari rispetto a tutte le altre unità produttive della RTV di Slovenia. Il budget annuale della RTV di Slovenia, dal 2008 al 2017, è sceso dell'1,26 per cento, mentre il Centro Regionale RTV di Capodistria denuncia un saldo negativo di 2,99 per cento. Il taglio dei finaziamenti per i Programmi Italiani rispetto a 10 anni è del 12,94 per cento, mentre i finaziamenti complessivi per il Centro regionale, se si escludono i contributi per i programmi italiani, è aumentato del 1,6%". Così riferisce la radio di Capodistria nel giornale radio delle 19.30 del 20 febbraio 2017.
Nonostante questi dati è proseguita la discussione sulle linee guida per il Piano e Programma di lavoro della RTV di Slovenia per il 2018 con al centro un acceso confronto tra Tremul ed il consigliere Rotovnik che sosteneva come "i diritti minoritari devono essere proporzionati alla rilevanza numerica della minoranza". Una logica contestata da Tremul come frutto della "mancata conoscenza della realtà minoritaria e del suo ruolo".
In un commento diffuso in giornata a firma di Luisella Pausin Acquavita, si ricorda come "nella storia di Radio e Tv Capodistria non ci sono mai stati periodi di lunga tranquillità. Nei quasi 70 anni di radio e 45 di televisione sono emerse con costante alternanza difficoltà di ogni tipo: politiche, finanziarie e organizzative. La percezione che questa volta – però - la crisi sia più seria e forse anche diversa dalle altre è condivisa da tutti: dipendenti dei programmi italiani, istituzioni rappresentative della minoranza e anche utenti. I primi si rendono conto di non avere più spazi di manovra; decimati da pensionamenti non rimpiazzati e da costanti tagli ai finanziamenti si imbattono nella ‘’missione impossibile’’ della realizzazione di programmi qualitativi avvicinabili almeno in parte ai livelli che hanno fatto la storia e reso riconoscibili le emittenti capodistriane".
Sarebbe bello - conclude il commento - sentire le voci della maggioranza oggi di lingua slovena e dell'Italia su questo tema "mentre a Lubiana, celate sotto altre spoglie, si sta ridisegnando il futuro e riscrivendo un nuovo, non roseo, percorso per i programmi italiani di Radio e TV Capodistria".
Italradio continua a monitorare la situazione rinnovando solidarietà a RTV Capodistria e sottolineandone il ruolo per la cultura italiana oltreadriatico. A fianco alle scuole e alla stampa, la radio e la tv sono istituzioni fondamentali per mantenere la presenza italiana in quelle terre travagliate e dimenticate, salvo divenire improvvisamente utili per gli opposti anacronistici nazionalismi.

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