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2 giugno 1946: silenzio elettorale ma c'era il totoelezioni

Di LC, 02 Giu 2017 - 12:26

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Il 2 giugno 1946 gli italiani scelsero i deputati della Costituente e votarono per il Referendum istituzionale cui seguì la proclamazione della Repubblica. La radio, secondo i programmi pubblicati sul Radiocorriere, non prevedeva programmi speciali ma la pubblicità, che stava riavendosi anch'essa dalla guerra, ci provò, con un concorso che una nota marca casearia suggerì ai lettori/ascoltatori: indovinare i risultati delle elezioni. Il primo premio (500.000 lire) era cospicuo. Come andò lo dice la storia e iprogrammi di quel giorno straordinario.
Il 2 giugno 1946 la radio italiana appariva organizzata in due programmi (A e B) corrispondenti alle reti nord e (1° e 2°) per il centro-sud mentre le stazioni locali diffondevano diverse ore di trasmissioni autonome. In onde corte, riattivata Roma su 6030 kHz, funzionava ancora la stazione di Busto Arsizio (9630 e 11810 kHz) protagonista un anno prima della storica trasmissione del 25 aprile. Quest'ultima stazione ripeteva - a mezzanotte - il programma di notizie per gli internati all'estero. Erano ancora molti i prigionieri che non avevano fatto ritorno dalla guerra e che quindi non poterono votare. Essendo domenica lo spazio ai programmi religiosi, il 2 giugno, era notevole. Il gruppo veneto di stazioni (Verona-Padova-Venezia) diffuse alle 12 la spiegazione del Vangelo da parte di Mons. Loris Capovilla (1915-2016) che sarà segretario di Papa Giovanni XXIII. Anche lui partì dalla radio. Giornalista dal 1950, cinque anni prima il cardinale Adeodato Piazza lo inviò predicatore domenicale a Radio Venezia, dove fu attivo per 8 anni prima di dirigere il settimanale diocesano e fungere da corrispondente dell'Avvenire d'Italia. Da Genova il predicatore delle 12 era don Giacomo Lercaro, il futuro cardinale di Bologna, che di lì a un anno sarebbe stato ordinato vescovo. Genova aveva un altro primato: trasmettere "Culto evangelico" (ore 14) una trasmissione poi divenuta nazionale e che esiste anche oggi. Trieste, creduta (anche dal sito della trasmissione oggi) la patria del programma, trasmetteva allora (11.45) un "servizio cristiano evangelico italiano" dopo la Messa cattolica da San Giusto (ore 10) tutto diffusa a livello regionale. Il gruppo centro-sud trasmetteva invece la Messa dalla Radio Vaticana alle 11.30. Nulla dice il Radiocorriere dei programmi di Radio Firenze, la cui stazione (1546 kHz) è citata solo nel gruppo centro-sud. Un piccolo mistero stante l'attività della radio toscana in quel momento. Tra i servizi del Radiocorriere due pagine piene di frequenze ed orari delle trasmissioni estere di vari Paesi europei. D'altra parte all'epoca la radio italiana trasmetteva due notiziari quotidiani della BBC e della Voce dell'America in italiano. Infine Bolzano e Trieste offrivano già programmi rispettivamente in tedesco e sloveno. Ma il Radiocorriere si occupava anche di tecnica tanto da offrire un piccolo articolo sulla riflessione delle onde radio da parte della luna (che i radioamatori svilupperanno negli anni a venire) e un articolo sull'energia solare. Davvero si entrava nell'epoca presente.
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