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Il XIV Forum si svolgerà il 13 novembre

Di PMo, 25 Set 2017 - 02:19 (Ultima modifica: 07 Nov 2017)

Attività di Italradio

Italradio rende noto che il XIV Forum si svolgerà il 13 novembre 2017 nella Sala dell'Arte del Comune di Arena Po, in provincia di Pavia, che patrocina l'evento. Tutti gli amici che ci hanno seguito in questi anni sono invitati ad unirsi a noi per una giornata di studio e di confronto su temi tecnici e sociali che riguardano la radiodiffusione in italiano nel mondo. Nel corso della giornata saranno consegnati i tradizionali premi.
I lavori si divideranno in due sessioni: una di natura tecnica, al mattino, sulla radio digitale per le trasmissioni in italiano; la seconda, al pomeriggio, analizzerà il rapporto tra la radio e la convergenza multimediale.
Tra le due sessioni ci sarà spazio per la consegna del Premio Italradio 2017 e del Tricolore della radio, e per la presentazione di due libri pubblicati a conclusione del ventennale di Italradio.

Il comune di Arena Po si trova nell'Oltrepò Pavese, al confine con l'Emilia Romagna, ed è facilmente raggiungibile dell'Autostrada Torino-Piacenza. Situato in una zona di grande bellezza paesaggistica, conserva importanti tracce di epoca medioevale, tra cui la chiesa romanica di San Giorgio e i resti del Castello dei Beccaria, databili intorno al X-XI secolo.

Maggiori informazioni sul Forum saranno pubblicate nei prossimi giorni.
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Commenti

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  1. De Nostalgia: note a margine del XIV Forum
    Che non si possa colloquiare di Radiofonia in onda lunga, media e corta senza che si crei un'atmosfera di generale nostalgia per un mondo che, nel suo complesso, fu "normale", sta (come si dice modernamente) nelle cose. Nel mondo che fu normale, il lattaio vendeva il latte e il salumiere i salumi, la Radio faceva la radio e il telefono faceva il telefono, così come la televisione faceva la televisione. Nello stesso mondo che fu normale, c'era l'Italia con i suoi confini (come li avevano le altre nazioni) e veniva naturale pensare di raccontare l'Italia agli stranieri e di informare gli italiani che si trovavano all'estero con uno strumento semplice e pratico, di uso addirittura gratuito che, sfruttando la natura delle onde elettromagnetiche, superava i confini ed arrivava ovunque.
    In tutto ciò c'era un fascino che nel tempo è andato, spiace dirlo, perduto. Più o meno consapevolmente, chiunque accendesse la radio e "cercasse le stazioni" un brividino nel pensare che la voce in italiano che ascoltava stando a Berlino, a Praga o al Cairo, aveva volato da Roma fino alla sua stanzetta d'albergo o addirittura, ancora più magico, lo stava seguendo mentre di notte affrontava un lungo viaggio autostradale in Europa, lo si sentiva lungo la schiena.
    Nel mondo di oggi, che tanto normale non è più, chiunque vende qualunque cosa, qualunque apparecchio fa praticamente qualunque cosa e la voce da Roma non vola più al di sopra dei confini, ma arriva forte e chiara (e a pagamento) attraverso una rete nel percorrere la quale ha curato bene di dire ad ogni passaggio da dove veniva e da chi andava, anche allo scopo di una corretta fatturazione del servizio. Perché nel mondo di oggi si preferiscono le cose che sembrano gratis a quelle che gratis lo sarebbero veramente.
    Che la divisione del mondo (e dell'Europa in particolare) in due blocchi ideologici contrapposti fosse una motivazione molto forte per una Radiofonia internazionale libera da valichi di frontiera e da reti controllate è fuor di dubbio, così come è fuor di dubbio che il venir meno di quella divisione abbia di conseguenza ridotto significativamente tale motivazione. Quando si tenta di spiegare oggi ai nativi digitali il senso e l'importanza di una comunicazione uno-a-molti senza intermediazione si ha la netta sensazione di parlare una lingua sconosciuta. I ragazzi usano la rete senza alcuna malizia o preoccupazione in merito al controllo dei dati, alla profilazione delle abitudini sul web, all'analisi dei contenuti e ad altri spionaggi. Per loro, il mondo "normale" è così e non c'è niente di strano persino nell'essere "profilati".
    E del resto, come dar loro torto? In quelle che furono fino a qualche decennio fa le patrie del Comunismo, oggi sono turboliberisti che da noi ce li sogniamo, Berlino è una capitale piena di vetrine e luci colorate ovunque. Sì, in fondo ad una via c'è un simpatico allestimento con una baracchina e due tizi in divisa con i quali puoi farti un selfie per 3 euro, ma chissà cosa vorrà mai dire... Dice "You are leaving the American sector..." Boh! Ma non è Germania, qua? Il mondo nel quale noi ci siamo trovati, mentre loro ci sono nati, è fatto così.
    Ecco, dovremmo trovare nuove e forti motivazioni per una Radiofonia Internazionale, perché sarebbe un peccato se essa morisse con la nostra memoria. La divisione del mondo non può più essere una motivazione attuale, ormai, ma altre se ne possono e se ne devono trovare.
    Il Forum di ItalRadio ha un grande lavoro ancora davanti!
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