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La stampa norvegese critica la gestione dello switch-off

Di PMo, 28 Gen 2018 - 08:00 (Ultima modifica: 09 Feb 2018)

Rassegna stampa

Il blog svedese Digital Radio FM Insider pubblica nuovi dettagli sulle difficoltà incontrate dallo switch-off norvgese verso il DAB e rileva che in dicembre il 56% dei norvegesi non ne è soddisfatto, contro il 60% rilevato la scorsa estate. Ciò conferma anche quanto previsto nel nostro saggio "La radio tra convergenza e multimedialità" sulle difficoltà di introdurre la tecnologia digitale nel sistema di radiodiffusione.
Secondo un sondaggio Ipsos pubblicato dal quotidiano norvegese Dagbladet, il 56% degli ascoltatori non è soddisfatto del DAB, a fronte di un 31% che si dichiara soddisfatto (era il 24% in estate) e di un 12% senza opinione in merito. Circa due utenti su tre, quindi, non sentono un chiaro beneficio dall'introduzione del sistema digitale e dal contemporaneo spegnimento della rete FM.
Citando la stampa norvegese, nella quale "a fatica si trova qualche considerazione in favore del DAB", il blog evidenzia il forte scostamento tra le informazioni trionfali diffuse dalla lobby DAB internazionale e le negative reazioni della società svedese: i norvegesi sono furibondi per lo switch-off dell'FM.

Le critiche principali riguardano la forzata chiusura delle stazioni locali in FM nelle grandi città, l'ascolto in automobile di cattiva qualità, le ripercussioni negative sui sistemi di emergenza e le arroganti risposte alle critiche al DAB.

Tra l'altro, il Dagbladet ha pubblicato un duro editoriale sul modo in cui è stato gestito il passaggio al digitale, scrivendo tra l'altro che Le autorità sembrano poco interessate al fatto che il DAB porti una reale diversificazione nel mercato della radio. Sembrano apparentemente più interessate a proteggere i network dominanti... Non si spiega altrimenti il divieto di trasmettere radio locali in FM nelle grandi città. e aggiunge: Le reti in FM sono la nostra più grande speranza per una vera diversificazione della radio... La radio in FM è più economica da allestire, chiunque può acquistare in trasmettitore in FM.

In precedenza erano stati diffusi dati allarmanti sul calo di ascoltatori a seguito dell'introduzione del DAB, stimato nel 10% dei norvegesi, confermati poi dal sondaggio di gennaio riportato da Radionytt.no secondo cui in un anno i norvegesi che ascoltano la radio sono scesi dal 67,4% al 55,1%, e sulla diminuzione del tempo di ascolto giornaliero, sceso da 84 a 74 minuti. La perdita di ascolti ha colpito più duramente il servizio pubblico, arrivata al 21%; crescono gli ascoltatori dei canali di nicchia e scendono quelli delle reti nazionali.

Tra le altre critiche della stampa norvegese c'è anche quella secondo cui il DAB sarebbe arrivato tardi, in quanto la concorrenza dell'ascolto via Internet - che può contare su una delle reti più veloci al mondo - rappresenterebbe una minaccia ormai mortale per le trasmissioni digitali via etere; inoltre i costi, stimati in 23 milioni di corone norvegesi, sono giudicati troppo alti. Tutto questo mentre anche il direttore dell'autorità che vigila sulla concorrenza, Lars Sørgard,
ritiene che il DAB abbia permesso ai canali nazionali di acquisire spazi al di fuori della concorrenza


Italradio vede in questa situazione una conferma di quanto decritto nel recente saggio "La radio tra convergenza e multimedialità" a proposito del processo di introduzione di una tecnologia di massa. Nel II Capitolo, dedicato a un esame critico del processo di convergenza, di fronte alla frammentazione dei formati digitali si prevede che solo una scelta indipendente dalla volontà del pubblico possa consentire lo switch-off al digitale, a meno che non si sia in presenza di un reale arricchimento dell'offerta, della garanzia che la modalità di ascolto non cambi in maniera importante, di un miglioramento della qualità di ascolto e all'assenza di costi significativi da sopportare da parte dell'utenza.
Nessuna di queste condizioni sembra essersi verificata in Norvegia. Si può capire, pertanto, che l'abbandono di un sistema misto sia stato quantomeno prematuro e che la risposta insoddisfacente data dagli attori coinvolti dall'operazione non abbia potuto che aggravare la situazione, forzando gli ascoltatori stessi a cercare soluzioni alternative.
Quanto successo in Norvegia, quindi, rappresenta un monito per quanti vogliono forzare i tempi dell'introduzione della radio digitale senza averne prima preparato con cura le condizioni.
2005 letture, Stampa [P] | PDF PDF



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