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Il futuro della radio è come il presente: mobile e coinvolgente

Di LC, 14 Mar 2018 - 07:48 (Ultima modifica: 14 Mar 2018)

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Da Marconi al giorno d'oggi, i molteplici cambiamenti tecnologici che coinvolgono anche la radio, la mantengono "costante avanguardia" perché "aiuta le persone a restare in contatto tra loro". E' la sintesi dell'intervento del presidente della Fondazione Marconi Prof. Falciasecca, che ci invia Enrico Bellodi, nell'incontro svoltosi a Bologna il 13 marzo sul futuro della radio.
Anche l'ing. S. Ciccotti, responsabile tecnologia della RAI "l’ascolto della radio, oggi, si svolge prevalentemente in movimento; una potenzialità che aiuta questo strumento a rimanere all’avanguardia nel contatto con le persone".

Martedì 13 marzo 2018 si è svolto un interessante incontro presso il prestigioso Centro San Domenico, celebre associazione culturale della città di Bologna. L’incontro, a cui hanno partecipato alcuni personaggi legati al mondo della radiofonia, si è svolto in serata davanti a una platea di una cinquantina di persone.
Ha aperto l’incontro l’intervento di Gabriele Falciasecca, presidente della Fondazione Marconi. Dopo un breve excursus sulla storia della radiofonia – con particolare riferimento al ruolo di Guglielmo Marconi – ha parlato dei molteplici cambiamenti tecnologici che si stanno realizzando negli ultimi decenni in questo settore. E’ interessante notare, comunque, il ruolo di costante avanguardia della radio come media che aiuta le persone a restare in contatto tra loro.
E’ poi intervenuto Stefano Ciccotti, responsabile tecnologia della RAI. Ciccotti ha ricordato che l’ascolto della radio, oggi, si svolge prevalentemente in movimento (in auto o per strada) e questa è una potenzialità che aiuta questo strumento a rimanere all’avanguardia nel contatto con le persone. Ha poi parlato della RAI che trasmette via FM, attraverso le vecchie onde medie (“retaggio del passato marconiano”), internet e satellite. Il prossimo futuro sarà basato su ricevitori digitali (presumibilmente DAB) e questo aprirà nuovi scenari per intercettare l’utenza, principalmente “mobile” e non casalinga.
Roberto Grandi, professore dell’Università di Bologna ed esperto di Media, ha poi fatto considerazioni sulla comunicazione. Ha ricordato le teorie di sviluppo del mezzo radiofonico proposte da Bertold Brecht e Walter Benjamin negli anni Trenta del secolo scorso: la radio deve eliminare la distanza tra chi ascolta e chi produce contenuti. Queste teorie hanno iniziato a trovare le prime applicazioni con l’uso del telefono in radio e con le prime radio libere (nel nostro Paese, a partire dagli anni Settanta). Ma soltanto con lo sviluppo di internet e della comunicazione “peer to peer” è stato possibile realizzare realmente condivisione e comunicazione diretta. Oggi è molto più facile produrre radio attraverso internet e abbattere la barriera tra ascoltatore e produttore.
Infine, è intervenuto Michele Ferrari, creatore di Radio Immaginaria, una “web radio” rivolta e prodotta da adolescenti tra gli 11 e i 17 anni. Questo media raccoglie oggi più di 250 ragazzi-giornalisti che creano programmi con piccole redazioni aperte a chiunque rientri nella giusta fascia di età; le redazioni sono sparse in tutta Italia e in alcuni Stati europei. La radio trasmette in diretta streaming in alcune occasioni ma offre sempre i propri programmi scaricabili in podcast sul proprio sito. I ragazzi affrontano ogni argomento con il loro linguaggio, cercando un contatto diretto con i coetanei. Nell’ultima parte della serata intervengono sul palco anche alcuni ragazzi-redattori, mostrando di essere molto svegli nel porre domande e dare risposte. Saranno forse loro il futuro del nostro amato mezzo di comunicazione?

Italradio ringrazia il prof. Enrico Bellodi per il testo, la foto e soprattutto la tempestività.
Nell'immagine, da destra Ciccotti, Ferrari, Falciasecca e Grandi al Centro San Domenico.
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