Incontri: Si gioca sulle strade il futuro del DAB in Italia

Di LC, 14 Apr 2018 - 10:59

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In primo piano al convegno tenutosi a Roma venerdì 13 sugli sviluppi del DAB+ in Italia la conferma della priorità, all'ordine del giorno dei prossimi investimenti della RAI, di garantire la copertura autostradale (inizialmente da Salerno verso nord) essendo prevalente (74%) l’ascolto tramite autoradio. Successivamente si lavorerà, ha sottolineato il direttore del settore tecnologico della RAI Stefano Ciccotti, per la copertura “indoor”. Non realistico, secondo Sergio Natucci di DAB Italia, uno "switch-off" dell'FM.
Sul piano normativo, riferisce a Italradio l'ing. Costantino Pacifici, che ringraziamo per la cortesia, Angelo Cardani, presidente dell’AGCOM, ha confermato che la pianificazione in atto in VHF-III utilizzerà frequenze conformi al piano di Ginevra 2006 opportunamente coordinate con i Paesi confinanti.Tutto comunque compatibilmente con le necessità frequenziali televisive dovute al rilascio della banda 700 Mhz a favore dei servizi TLC in banda larga. Questo limiterà drasticamente il numero dei consorzi che potranno operare a livello di copertura nazionale. Anche l'ing. Ciccotti ha mostrato preoccupazione per la convivenza DAB e DTT dal punto di vista interferenziale.
Sul piano dell'ascolto Natucci (DAB Italia) ha segnalato come circa il 6,1% degli intervistati di un recente sondaggio abbia dichiarato di avere un ricevitore DAB. Natucci ha anche ricordato che dal 1° giugno 2019 (Legge stabilità 2018) i nuovi ricevitori dovranno prevedere almeno una interfaccia digitale. Georg Plattner della RAS di Bolzano, ha ripreso il tema dell'ascolto in auto rendendo noto che la sua organizzazione sta procedendo a servire anche le gallerie più lunghe mediante irradiazione a cavi fessurati. Dal punto di vista dell’emergenza - ha detto Plattner - la protezione civile può anche entrare direttamente nella matrice audio con propri messaggi specifici.
Il convegno - coordinato da Andrea Borgnino della RAI - ha riservato ampio spazio ad interventi internazionali.
Patrick Hannon,presidente del WorldDab, ha portato come esempio la situazione di ascolto in UK con nuove opportunità in materia di programmi (esempio sfruttamento di materiale d’archivio). La stessa RAI, secondo altri intervenuti, sarebbe pronta a introdurre 10 nuovi contenuti (programmi?) nella rete DAB. Jacqueline Bierhost (Radio Nederland) prende atto dello sviluppo del DAB+ nel suo Paese fino a chiedersi se abbia ancora senso investire nel servizio FM. Michael Reichert (Bayerischer Rundfunk) riprendendo in parte l'intervento precedente, ha insistito sulla necessità di campagne informative e di sostegno alla distribuzione on line dei ricevitori. Attesi gli interventi di Ole Jorgen Torvmark e Jorn Erik Jensen della NRK che hanno esposto con entusiasmo l’esperienza dello switch off in Norvegia che secondo loro ha avuto pieno successo. Per esempio i piccoli centri abitati dove quasi nessuno investiva si sono visti salire i programmi da 3 a 30. Tutti i relatori stranieri hanno presentato il nuovo logo del DAB+.
Concludendo gli interventi internazionali ricordiamo che Graham Dixon (EBU) ha ribadito le peculiarità positive del mezzo radio come la provenienza certa del messaggio,la robustezza verso i cyber attack, l’affidabilità in caso di emergenza e la non tracciabilità. Italradio si permette di osservare come ciò prescinda dalla banda prescelta e dalla diffusione digitale o meno, se non che quest'ultima non consente la diffusione internazionale e transfrontaliera autenticamente libera. Anche il caso svizzero o quello altoatesino presentano programmi prescelti dalla gestione della piattaforma e non dall'ascoltatore come accade su onde medie e corte.
Tra gli studi economici presentati, Eugenio LaTeana di RTL102.5 ha illustrato il lungo impegno del suo gruppo e il considerevole impegno economico previsto nei prossimi 18 mesi. Anch'egli si è mostrato preoccupato per le ristrettezze frequenziali. Interessante la presenza di Claudio Nervi della FCA (FIAT Chrysler) che ha confermato l’interesse e l’impegno dell’industria automobilistica.
Marcello Lombardo della EBU ha presentato infine un suo studio sul confronto tra costi di uno stesso servizio attraverso la radio digitale e il servizio in IP attraverso LTE. Deciso il vantaggio del primo. Sarebbe interessante confrontare i risultati con i costi delle reti hertziane analogiche.

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