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Copertura nazionale per i servizi internazionali. Un'evoluzione

Di LC, 27 Mag 2018 - 07:56 (Ultima modifica: 27 Mag 2018)

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Quando Radio Slovacchia Internazionale ha cessato le trasmissioni in onde corte verso l'estero, oggi limitate ad alcune riprese da WRMI in Florida e dalla piccola stazione tedesca Shortwave Service, i programmi in 6 lingue hanno continuato ad esistere via internet e satellite. Con l'espansione del DAB in Slovacchia, però, sono ora ascoltabili in buona parte del Paese centroeuropeo. Dall'estero all'interno, un particolare sviluppo della radiofonia internazionale.
Radio Slovakia International (RSI) nata nel 1993 dopo l'indipendenza, continua a offrire programmi in inglese, francese, tedesco, russo, spagnolo e slovacco diretti all'estero attraverso le onde corte di WRMI in Florida e del Shortwave Service in Germania, offerte limitate rispetto al vecchio impianto ereditato da Radio Praga. A Bratislava, la capitale, funziona un canale FM su 98,90 MHz ma l'espansione della rete DAB+ offre ora la possibilità di ascoltare i programmi nelle altre principali città (Nitra, Košice, Banská Bystrica, Žilina) in un canale che affianca le trasmissioni di RSI a quelle della rete nelle lingue minoritarie (ungherese, in primo luogo) Radio Patria. Il sistema fa riflettere sull'utilizzo della radio internazionale dopo la riduzione delle onde corte. I programmi, più o meno uguali a quelli storicamente affermatisi verso l'estero, trovano nuovo pubblico all'interno nel quadro della radio digitale che sembra adattarsi meglio di altre modalità al plurilinguismo, grazie alla compresenza di più programmi sullo stesso canale. Non è una rivoluzione ma un uso complementare della radiofonia internazionale che ne salva l'esistenza e le affida nuovi compiti. In una certa misura è lo sviluppo di un concetto di radiofonia che esiste in Paesi a forte immigrazione (Australia, Germania) da molti anni ma con forti limitazioni sulle reti tradizionali in FM dove le frequenze sono poche. In una certa misura il fenomeno spiega anche un punto di forza del DAB in Svizzera, Paese plurilingue, dove le reti delle diverse regioni linguistiche raggiungono così tutto il territorio, a scapito della diffusione all'estero. Ma questo è un altro problema. Oggi desideriamo riflettere sulla radio multilingue all'interno di un Paese, come accade in Slovacchia e come sarebbe facilissimo fare in Italia, a cominciare dalla Radio Vaticana che - come diceva Elettra Marconi nel 2010 (cfr.:
http://portale.italradio.org/index.php?module=News&func=display&sid=1653 ) sottolineando l'internazionalità della radio del Papa - già trasmette in tante lingue e duqnue potrebbe facilmente indirizzare programmi plurilingue anche fuori Roma grazie al DAB e al DTT di cui ora dispone. Purtroppo, con la RAI fuorigioco per autodistruzione dei servizi esteri e la Radio Vaticana che ha tolto dal palinsesto italiano perfino i due piccoli notiziari in inglese e francese, non si vede un esempio slovacco applicato al nostro Paese dove si preferisce replicare stili già visti a un DAB che senza novità di contenuti serve a poco, specialmente in un Paese che ospita milioni di turisti e di immigrati residenti.

Nella foto (LC) la torre della radiotv sullo sfondo del panorama di Bratislava.
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