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Ascoltatori del mondo - La storia via etere passa da Firenze

  • Scritto da LC il 10 Feb 2004
  • Ultimo aggiornamento di LC del 10 Feb 2004
Protagonista di trasmissioni che hanno fatto la storia della radio, Firenze è anche una città di ascoltatori, sin dall’inizio. Un ascolto che non si è fermato alle stazioni locali o nazionali ma si è esteso – già dagli anni venti – verso le stazioni internazionali.
Ancora oggi sono una ventina le stazioni radio di tutto il mondo (da Mosca al Giappone, dall’Ungheria all’Egitto) a trasmettere in italiano attraverso le onde corte. Negli anni settanta, dalle colonne de “La Nazione”, Gianfranco Lucignani dedicò a queste stazioni articoli densi di dati, portatigli da uno studente appassionato del settore. Era l’epoca della guerra fredda radiofonica e più di un lettore si lamentava col giornale per l’atteggiamento estremista di Radio Tirana. Traendo spunto da quelle lettere, il giornalista chiarì che non c’era solo propaganda ma un mondo intero che ci cercava attraverso la radio.
Un mondo verso il quale – quarant’anni prima – si era orientato il primo fiorentino pioniere dell’ascolto, Mario Pacci. Di lui ci resta il manuale “Il radioamatore sulle vie del mondo” pubblicato nel 1940 dalla Tipografia Fiorenza in via Vittorio Emanuele in un’edizione in quattro lingue. Come questo libro – che contiene le frequenze di centinaia di stazioni radio di tutto il mondo – abbia potuto avere la luce in quegli anni difficili resta un mistero. L’autore deve avere faticato non poco a pubblicarlo poiché la prefazione è datata 1935. Accanto a dati tecnici non mancano foto di stazioni di mezzo mondo comprese quelle degli speaker italiani di una radio di New York. Ma soprattutto è il primo documento divulgativo che pone al centro l’ascoltatore perché comprenda “ogni radio da lui ricercata”.
Da allora, per rinnovare questo desiderio si sarebbe dovuto attendere il 1974, quando Primo Boselli, pubblicava, ancora una volta a Firenze, il suo “Tutte le radio del Mondo minuto per minuto”. Noto al pubblico come “Orario Radio” il libro è giunto oggi - proseguito da altri autori dopo la morte del fondatore – alla XVI edizione, in uscita presso le Edizioni Medicea in questo mese di gennaio 2004. L’idea dell’Orario è semplice: pagine di tabelle riportano le “trasmissioni dirette o in transito sull’Italia dalle ore 00 alle 24”. Per Boselli questa dizione doveva far riflettere il lettore che – pur non dirette al nostro paese – un gran numero di trasmissioni radio erano comunque ricercabili per saziare l’interesse degli ascoltatori. Per opera di Primo Boselli si giunse, nel 1982, anche alla fondazione – non a caso avvenuta a Firenze – della Associazione italiana radioascolto (AIR) di fu presidente onorario.
La città, laboratorio di un’intera generazione di radioascoltatori, ospitò anche la prima trasmissione dedicata alla radiodiffusione internazionale – la “Rubrica DX” di Radio One, 1977-1985 – e un programma analogo – “Jingle” (1980) – diffuso nell’ambito degli allora programmi regionali dalla sede RAI. Da quelle esperienze sono nate diverse iniziative che hanno portato gli ascoltatori di ieri a passare dall’altra parte del microfono fino a promuovere – in vista dell’adesione del paese danubiano alla Unione Europea - la ripresa delle trasmissioni radiofoniche in italiano e altre lingue di Radio Budapest (31 marzo 2002) alla cui direzione è un ungherese fiorentino, Béla Szomraky, che tornato in patria non ha mai dimenticato l’accento toscano. La sentirete spesso – sulle onde corte – l’inflessione di casa, perfino dalla lontanissima Radio Giappone, dove una delle speaker, Violetta Mastragostino, è di Firenze.

(Testo di Luigi Cobisi - Pubblicato (con modifiche) da "La Nazione", Firenze, 11 gennaio 2004)

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