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Giorgio Edrescu (Radio Romania Internazionale)

3. Radio Romania Internazionale oggi

Sono Giorgio Edrescu, all'anagrafe: Gheorghe Edroi.
Sono redattore di rubrica e lavoro per le emissioni in lingua italiana dal 1963.

Come rappresentante di Radio Romania Internazionale, vorrei anzitutto salutare questa iniziativa di organizzare un Forum della radiofonia internazionale in lingua italiana. Vorrei anche rivolgere un sentito ringraziamento alla municipalità di Pontassieve, per la squisita ospitalità che mi offre, ma anche al gruppo di iniziativa, che deve aver lavorato non poco perché oggi fossimo qui, per scambiarci opinioni su un tema di comune interesse e passione e - vorrei dire - un tema che, almeno nel mio caso, significa professionalmente, umanamente e materialmente, una buona parte della vita.

Il mio intervento è strutturato su due aspetti:

  1. Breve presentazione del dipartimento radio Romania internazionale, nel suo insieme;
  2. Le emissioni in lingua italiana e - tempo permettendo - qualche considerazione personale, frutto della mia esperienza.

Radio Romania Internazionale: presentazione generale.

Radio Romania Internazionale ha compiuto in febbraio 61 anni.
Oggi trasmette in 17 lingue diverse:53 programmi, per un totale di 46 ore e mezzo in 24 ore, destinati a 156 paesi del mondo. I programmi sono trasmessi su onde corte e medie; dal 23 marzo, anche su Internet (http://www.rri.ro).
Come numero di lingue di trasmissione, siamo ad un livello medio. Siamo invece il leader romeno di informazione all'estero.
Le valutazioni sugli indici di gradimento fatte dai club degli ascoltatori su onde corte dell'Europa piazzano Radio Romania Internazionale tra il secondo e il dodicesimo posto, su 80 emittenti internazionali.
La motivazione dei nostri programmi muove dalle seguenti considerazioni:

  • La Romania dev'essere meglio conosciuta nel mondo;
  • La sua immagine non si evolve sempre secondo la sua realtà e complessità;
  • Altre informazioni sulla Romania, in lingua straniera, appaiono di rado all'estero;
  • I media stranieri parlano della Romania in modo sporadico, qualche volta superficialmente, bisogna dirlo;
  • La Romania vive un momento storico - prospettiva di aderire alle strutture europee ed euroatlantiche - e a questo appuntamento con la storia, Radio Romania Internazionale intende essere presente.

Perciò, come obiettivo, abbiamo appunto la complessità e la correttezza delle informazioni mentre la nostra filosofia è:"La Romania, così com'è, a casa sua e nel mondo".

Radio Romania internazionale in lingua italiana

Quante emissioni trasmettiamo al giorno?

Alle 16,17 e 22, ora italiana (frequenze e metri, indicati nel depliant). Ogni trasmissione dura 26 minuti.
Ecco la struttura dei programmi:
"Quotidiano parlato" (13 minuti) e panoramico (dieci minuti).
Il QUOTIDIANO PARLATO comprende:
Notiziario, commento su tema interno od estero, la rassegna della stampa di Bucarest (da lunedì a venerdì), sguardo sulla settimana e una analisi politica, la domenica, nella rubrica "Zoomata".
IL PANORAMICO è dedicato ogni giorno ad un determinato tema di carattere più generale della società rumena: storia, affari, vita sociale, dibattito su un argomento controverso, la civiltà rumena dell'XX secolo, le sfide del futuro, l'ecologia, cultura e turismo. In tutto, nove panoramici.

Queste due strutture di programmi vengono elaborate da due servizi dipartimento tali centrali e poi distribuito per la produzione e la messa in onda nelle varie lingue, italiano compreso.
Altri sei panoramici vengono elaborati ogni settimana dai redattori della Sezione Italiana, come emissioni specifiche per l'ascoltatore italiano. Da martedì a domenica:

  • "Agenda dei rapporti economici romeno-italiani"
  • "A voi, giovani"
  • "Il microfono è vostro" (un'emissione che presenta la minoranza italiana di Romania)
  • "Romania-Italia" (rubrica di sintesi alle manifestazioni bilaterali in ogni settore)
  • "Speciale sabato" (intervista su argomenti prevalentemente culturali)
  • "Gli ascoltatori ci scrivono" (la rubrica viene ritrasmessa il lunedì).

A questo punto, vorrei fare un cenno particolare alle emissioni speciali, su determinati temi.
Per esempio, all'inizio dei negoziati di adesione della Romania all'Unione Europea, un'emissione interattiva trasmessi il 17 febbraio, che ha avuto grande successo.
Ci sono poi i concorsi a premi, nonché i sondaggi che organizziamo ogni anno e così via. Simili emissioni, che registrano sempre un successo particolare, sono ugualmente volte ad attrarre, oltre agli ascoltatori tradizionali, quelli giovani, desiderosi di entrare in dialogo diretto con il produttore di informazione. Su due di queste iniziative speciali, vorrei ora soffermarmi un po' di più.

L'anno scorso abbiamo avuto la quinta edizione della GIORNATA DELL'ASCOLTATORE, nella prima domenica di novembre, per la giornata della radio romeno. All'ascoltatore veniva chiesto di indicare la personalità o l'evento che ha segnato di più la storia del secondo millennio. Giovanni Gutemberg, ha risposto la maggior parte degli ascoltatori, ma il sorteggio ha arriso a Giovanni Sergi di Camaro Inferiore Messina, con un premio doppio per un viaggio in Romania, durante le feste di Natale.
Un'altra iniziativa speciale che vorrei presentare è il sondaggio L'UOMO DELL'ANNO A RADIO ROMANIA INTERNAZIONALE. All'ultima edizione, che era la settima, le risposte hanno indicato in modo massiccio PAPA GIOVANNI PAOLO II, che era stato scelto anche due edizioni prima. Le persone che hanno risposto hanno apprezzato il contributo del santo padre alla pace del mondo, al dialogo spirituale svolto finora, riferendosi anche la visita storica, apostolica ed ecumenica, effettuata nel maggio scorso in Romania, un paese a maggioranza ortodossa. Il conferimento del diploma "l'uomo dell'anno a Radio Romania Internazionale per il 1999" si è trasformato in un vero avvenimento. Apprezzando in modo particolare l'iniziativa di Radio Romania Internazionale che, attraverso la voce del Direttore Generale, DORU VASILE IONESCU, faceva pubblico il risultato del sondaggio, il Presidente-Direttore Generale della Società Romena di Radiodiffusione, ANDREI DIMITRIU, ha rafforzato la designazione del PAPA quale uomo dell'anno, istituendo una medaglia speciale. Questa medaglia è stata consegnata al nunzio apostolico della Santa Sede a Bucarest, Monsignor Jean-Claude Perisset, nell'ambito di una cerimonia. I media romeni e stranieri hanno ampiamente rispecchiato l'avvenimento.

Per quest'anno, abbiamo serie speciali di emissioni dedicate ai duemila anni di cristianesimo (compreso un concorso a premi) al centocinquantesimo della nascita del somma poeta romeno, Mihai Eminescu, alle elezioni amministrative, politiche e presidenziali in Romania, come pure ai Giochi Olimpici.

Quali sono i nostri ascoltatori?

Da un sondaggio effettuato nel 1999 su un campione di 65 soggetti risulta che: la maggior parte degli ascoltatori è giovani (fino ai 40 anni di età), ha ultimato gli studi liceali e universitari, è maschile per oltre l'87% sul totale, ci segue da oltre dieci anni, parecchie volte la settimana, soprattutto alle 22, anche se questa trasmissione risulta disturbata, in diverse zone dell'Italia, da altre emittenti.

La ricezione è ritenuta, nell'insieme, buona ed ottima dal 56%.

Le rubriche preferite: quelle di attualità politica, storia e dialogo con gli ascoltatori. Le richieste sono: più notizie e servizi sulla vita del cittadino romeno, folclore, usi e costumi, più dialogo con gli ascoltatori e un'emissione speciale per i radioamatori. È quel che faremo a partire dalle successive settimane, poiché la decisione di trasmettere la posta DX di un tempo è già presa.

Ogni settimana abbiamo un nuovo ascoltatore che segnala la sua esistenza. Nel 1999, ci hanno scritto cento ascoltatori nuovi mentre, per numero di lettere e messaggi vari, la Sezione Italiana si piazza al terzo posto fra le 17 sezioni in lingue estere di Radio Romania Internazionale.

Qual è il personale della Sezione Italiana?

Carmen Velcu, realizzatrice-coordinatrice della Sezione;
Gilda Lavescu, redattrice di rubrica
Georgiana Prisada, redattrice
Octavian Cordos, radiocronista
Giorgio Edrescu, redattore di rubrica.
Abbiamo altri due colleghi, Rosanna Cotimani e Florin Velcu, ora in pensione, ma nostri collaboratori, i quali, grazie ad una lunga e valorosa esperienza giornalistica come redattori e voci, costituiscono un vero biglietto da visita per le emissioni in lingua italiana.

Perché Radio Bucarest trasmette in italiano?

Esistono delle motivazioni specifiche?
Certamente. Eccole, in sunto:
Perché l'Italia occupa un posto particolare nei rapporti esteri della Romania. Sul piano politico, esiste un Partnerariato Speciale e l'Italia si annovera tra i principali sostenitori del nostro Paese per l'adesione all'Unione Europea e alla NATO. Sul piano economico, l'Italia è uno dei principali investitori stranieri (quinta posizione, negli anni '90, con 332 milioni di dollari di investimenti diretti, ma la cifra è da ritenersi tre volte superiore, ove si considerino anche il capitale reinvestito e gli investimenti effettuati da filiali estere delle società italiane) mentre, per numero di joint ventures, è superata solo dalla Germania (quasi ottomila, su un totale di circa 70000 unità).

Sul piano commerciale, l'Italia è il primo partner della Romania, con una quota di mercato pari a circa il 20%.
Sul piano culturale, esistono, prima di ogni altra cosa, le grandi affinità di carattere storico, culturale e linguistico tra i due popoli Latini ed esistono, al giorno d'oggi, innumerevoli manifestazioni e scambi bilaterali.
Esistono, altresì, importanti centri di cultura italiana in Romania e viceversa l'istituto italiano di cultura a Bucarest, l'accademia di Romania a Roma, la "Casa longa" a Venezia, per usare il nome di una volta.16 cattedre e quattro lettorati di lingua e letteratura romena funzionano presso le università italiane mentre, negli università romene con discipline umanistiche, le cattedre di lingua e letteratura italiana sono una presenza viva e ricercata dai giovani. Quattro licei romeni - il Dante Alighieri di Bucarest, un altro sempre a Bucarest, uno a Cluj Napoca e uno a Deva - sono frequentati da giovani che studiano diverse materie in italiano.

Uno dei più bei fatti che va sottolineato a questo punto è che alle attività dei vari circoli della minoranza italiana di Romania partecipano molti romeni mentre, alle elezioni parlamentari, questa minoranza ottiene, sulle proprie liste, molti voti in più rispetto alla cifra stessa dei cittadini romeni di nazionalità italiana.

Ebbene, tutta questa realtà politica, economica e culturale - presente e passata - costituisce una fonte inesauribile di altissimo valore per il giornalismo: dalle evocazioni e dai commenti, alle semplici notizie o attualità. Anche perché, nei nostri giorni, questa realtà significa un flusso considerevole di persone e beni, che va presentato adeguatamente. È proprio quello che cerchiamo di fare.
Infine, da radio Bucarest trasmettiamo in lingua italiana anche perché abbiamo una tradizione. E le tradizioni vanno conservate, non vanno perse.

È il momento di farvi una piccola sorpresa: le prime emissioni, in assoluto, diffuse dalla Romania in lingua italiana risalgono al lontano 1927, un anno prima che venisse creata la Società Romena di Diffusione Radiotelefonica, come si chiamava allora la nostra società.
Ma, cos'erano quelle emissioni? Erano dei programmi musicali - lirici e sinfonici - trasmessi saltuariamente da un'emittente sperimentale, costituita da un gruppo di pionieri della radiofonia romena, ingegneri e radioamatori. L'emittente funzionava su 280 metri e aveva una potenza di 200 watt, riuscendo così a coprire uno spazio dal raggio di mille chilometri, fino all'Europa occidentale e al Medio Oriente. Ebbene, per quelle emissioni, gli annunci delle presentazioni venivano fatti in quattro lingue: romena, francese, tedesca e italiana. Lo testimonia un documento citato dall'eccellente libro sulla storia della radiodiffusione romena, del prof. Eugen Denize, di cui sono già usciti i primi due volumi.
Il primo novembre 1928 nasce la Società Pubblica di Radio e, a partire dal 1930, dai suoi microfoni verranno messe in onda, sempre periodicamente e sempre in modo sperimentale, emissioni di contenuto letterario, in diverse lingue, fra cui l'italiano. Nel maggio 1935 appaiono finalmente che i "giornali parlati per l'estero", dapprima in francese e tedesco e, dal '38, anche in inglese ed italiano. Un quarto d'ora prima di mezzanotte.
Su quell'epoca della nostra storia - e su tutto quello che ne è seguito - abbiamo una testimonianza viva, nella persona del nostro caso ascoltatore di Padova, Luigi Meneguzzi, ex professore universitario di legge ed economia, che ha anche una storia personale nei rapporti con la Romania. Il prof. Meneguzzici ascolta e ci scrive tuttora e noi lo chiamiamo ogni tanto per telefono. Da lui e su di lui, ho portato qui due oggetti, che sono fra i più preziosi della nostra sezione: una lettera e un'intervista di due mesi fa, della durata di cinque minuti. Sono da vedere e da sentire, come qualcosa di particolare.

Da questa breve incursione nel tempo, risulta con chiarezza che le emissioni italiane di Radio Bucarest non sono nate durante la guerra fredda, come qualche volta si pensa; non sono la creazione di un certo regime o governo, in una determinata epoca, anche se ne recano l'impronta; ma sono il risultato di un processo, di una chi evoluzione, che attraversa tutta la storia della radiofonia romena. Con questo biglietto da visita, con queste tradizioni, con i compiti attuali e le sfide del futuro davanti, che non sono solo della radio; ebbene, con un tutto questo bagaglio di motivazioni, dico, noi, di Radio Romania Internazionale in lingua italiana, siamo decisi a continuare.

Per concludere, mi sia lecito citare le opinioni di un altro caro ascoltatore, il sig. Salvatore Placanica di Cairo Montenotte-Savona, che dice, in sunto, in un'intervista:
"La radio è una voce amica, è come un rapporto privato, in ogni momento del giorno. Vivo ormai solo, ma la radio mi porta gli amici in casa, dalla Nuova Zelanda all'Alaska. E alla Romania. La radio è un ponte fra persone lontane, a prescindere da ogni differenza".

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