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Il Forum Italradio » Forum 2001 » 5. Radio Romania Internazionale

Carmen Velcu (Redazione italiana di RRI)

5. Radio Romania Internazionale

Desidero rivolgervi il saluto della direzione di Radio Romania Internazionale e dei miei colleghi della redazione italiana. Sono lieta di rivolgere anche uno speciale ringraziamento agli organizzatori di questo Forum sulla radiodiffusione internazionale in lingua italiana, al gruppo Italradio, nato, come sappiamo, dalla volontà di far valorizzare l'uso della lingua italiana sulle radio di tutto il mondo, e a promuovere il contatto diretto tra le stazioni radiofoniche ed i singoli ascoltatori, attraverso trasmissioni speciali ed incontri.

Un sentito ringraziamento va espresso ai due promotori di questo progetto, i signori Luigi Cobisi e Paolo Morandotti, che non a caso sono stati eletti rispettivamente a Segretario Generale e vice-segretario generale dell'EDXC - European DX Council, associazione europea di club di radioascoltatori. Grazie alla loro iniziativa, competenza e perseveranza, eccoci riuniti oggi alla seconda edizione del Forum, più numerosi delegati rispetto allo scorso anno, prova anche questa dell'adesione di cui questa iniziativa gode tra le emittenti del mondo che trasmettono in italiano e che hanno inviato qui i propri delegati, oppure i loro messaggi di saluto.

Un sentito grazie alle autorità locali di Trezzano sul Naviglio per aver accettato di ospitare e dare il loro supporto complesso a questa manifestazione che serve alla diffusione dell'immagine dell'Italia nel mondo. Un evento che assume tanti significati.

Il primo significato che vorrei sottolineare è la peculiarità di questo progetto promosso non da giornalisti di radio, ma da radioascoltatori che ci vengono incontro e ci danno una mano, sostanziale, per diffondere presso il pubblico italiano le realtà dei nostri paesi ,i rapporti tra i nostri paesi e l'Italia, per contribuire all'aumento dell'importanza culturale della lingua italiana quale strumento di contatto tra i popoli nel mondo della globalizzazione; per presentare l'esperienza delle nostre emittenti.

Ecco perché ha aderito a questa iniziativa PRI, emittente nazionale romena che trasmette in 17 lingue in tutto il mondo 60 ore di programmi al giorno su onde corte e medie, su Internet dall'anno scorso e da quest'anno, anche per Satellite: perché è importante, in questo periodo in cui in vari paesi i programmi radiofonici in varie lingue sono stati annullati, per quelli che esistono ancora e fanno del loro meglio per progredire, nell'epoca dell'Internet, poter ricevere il sostegno dei beneficiari della loro attività, dei radioascoltatori , nei comune intento di rilanciare l'uso della radio e della lingua italiana nelle comunicazioni internazionali.

La coincidenza fa sì che di recente, dal 17 al 23 di settembre a Bucarest si sia svolto il convegno "La lingua romena - mezzo di informazione e comunicazione radiofonica", giunto alla decima edizione. Questa edizione si è svolta in tre tappe, a Bucarest, Suceava (nel nord-est) e a Cernauti, in Ucraina, dove si trova una forte comunità romena. Accanto a personalità della vita politica e culturale romena vi hanno partecipato giornalisti di varie emittenti che trasmettono anche in romeno, dell'Europa, Asia, America, Australia, Nuova Zelanda. Ad un incontro con i partecipanti al convegno, di cui non mancavano le prestigiose BBC, Deutsche Welle, Radio France lnternationale, la Voce dell'America, il presidente romeno Ion Iliescu sottolineava quanto sia necessario sostenere le comunità romene all'estero, perché conservino la propria identità culturale, religiosa e nazionale. Dal canto suo, Doru Vasile lonescu, ministro segretario di stato e capo del Dipartimento relazioni con i romeni di ovunque, Direttore generale di Radio Romania Internazionale, ha messo in evidenza l'ottima comunicazione tra i giornalisti delle radio che trasmettono anche in romeno, relazioni che possono servire da modello per le diverse comunità romene nel mondo.

È importante dunque, comunicare, conoscerci, scambiare esperienza, tentare di avviare progetti comuni che servano al rilancio della radio e dei programmi radiofonici in italiano. Direi che per emittenti non italiane, come RRI, è tanto più opportuno un incontro come questo Forum, per consolidare questo ponte di comunicazione che è ancora la radio.

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RRI ha compiuto in febbraio 62 anni Che cosa ha portato di nuovo il 2001 per RRI? Rispetto all'anno scorso quando il mio collega Giorgio Edroiu, delegato al Forum vi annunciava che dal 23 marzo 2000 RRI ha il suo sito sull'Internet, io vi posso annunciare che da gennaio 2001 trasmettiamo anche per satellite, su due canali, 24 ore su 24: si tratta del canale dedicato ai programmi dei servizio Open Radio, cioè le redazioni che trasmettono nelle lingue veicolari (8 - francese, inglese, tedesco, spagnolo, arabo, portoghese, cinese) e il canale "Romania - In diretta" per i programmi in lingua romena. La redazione italiana non è entrata ancora sul satellite; ciò sarà possibile nel momento in cui avremo almeno un programma di un'ora, invece di tre trasmissioni di 26 minuti ognuna, come adesso. Non abbiamo ancora deciso di passare alle trasmissioni di 60 minuti ; prima vogliamo avere la conferma dei nostri ascoltatori italiani che simili programmi saranno graditi come dimensioni.

Se come numero di lingue di trasmissione siamo ad un livello medio, siamo invece leader romeno di informazione all'estero. RRI si piazza nei sondaggi sugli indici di gradimento fatti da club degli ascoltatori su onde corte dell'Europa, tra il secondo e il dodicesimo posto, su 80 emittenti internazionali.

In merito al perché la Società Romena di Radiodiffusione trasmette ancora i programmi per l'estero, va detto che per ora, siamo ancora il canale attraverso il quale le informazioni corrette e complesse sulle realtà romene arrivano costantemente il più presto all'estero, in lingue straniere, e non in modo sporadico. La Romania sta svolgendo un'ampia e intensa campagna per aderire alle strutture europee ed euro-atlantiche e RRI intende essere presente a questo momento storico.

Il secondo aspetto che noi, di RRI vogliamo sempre sottolineare e che, modestia a parte, i nostri redattori nelle varie redazioni, laureati delle rispettive facoltà di lingue, sono tra i migliori specialisti nelle rispettive lingue della Romania, l'italiano compreso. Siamo non solo giornalisti, ma anche insegnanti, interpreti, traduttori di libri, film, autori di libri, promotori progetti culturali volti a contribuire al consolidamento delle relazioni tra la Romania e i paesi cui ci rivolgiamo con i nostri programmi. Facciamo dunque, e ciò credo, sia valido anche per i colleghi di altri paesi, opera di diffusione giornalistica, ma anche culturale.

Perché, e ora mi riferisco a noi, di RRI, se la Romania si adopera per l'adesione all'UE, culturalmente la Romania appartiene da sempre all'Europa. Ogni grande evento culturale e artistico lo riconferma: per fare solo due recenti esempi: il festival di poesia del mondo latino svoltosi a Bucarest e Constanta - ARS AMANDI, organizzato dall'Unione Latina e dalla Fondazione Culturale Romena, che ha visto la partecipazione anche di due poeti italiani e il Festival musicale internazionale "George Enescu", dedicato al sommo compositore e musicista romeno. Il festival si è concluso ieri, avendo come protagonisti nel concerto finale il coro e l'Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, diretti dal maestro Riccardo Muti. Mentre tra i primi concerti del festival è stato quello del complesso camerale "I musici di Roma".

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E tornando alla redazione italiana , abbiamo tre trasmissioni al giorno di 26 minuto ognuna, alle ore 13, 16 e 22 ora italiana. Il programma è strutturato in due parti: il Quotidiano parlato (circa 13 minuti, notiziario più una nota su temi politici di attualità, e anche una rassegna stampa) , e una seconda parte dal titolo generico Panoramico, dedicato ogni giorno a un determinato aspetto tematico: storia, affari-economia, società, dibattiti su argomenti controversi, civiltà romena del XXI secolo, sfide del futuro, ecologia, cultura, turismo. In tutto, nove panoramici. Altri nove panoramici vengono elaborati ogni settimana dai redattori della sezione italiana, da lunedì a domenica: Incontro con la Romania (che sarà ripreso da ottobre); Agenda dei rapporti economici romeno-italiani; A voi, giovani; Il microfono è vostro (presentazione dell'etnia italiana in Romania); Romania-Italia (sintesi delle relazioni bilaterali in ogni settore); Speciale sabato (servizi su eventi particolari, o interviste e attualità su diversi temi); la Romania - l’UE e la NATO; Gli ascoltatori ci scrivono; Mosaico musicale.

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Un posto importante ricoprono nelle nostre trasmissioni i concorsi tematici banditi dalla nostra emittente , concorsi a premi, i sondaggi che organizziamo ogni anno, i programmi speciali per "La giornata dell'Ascoltatore" (nella prima domenica di novembre), il sondaggio "l'Uomo dell'anno a RRI". Nel 2000 il nostro concorso a premi è stato "Romania 2000- spazio spirituale" , concorso al quale il gruppo di ragazzi del Laboratorio di radioascolto della Scuola di Santa Giustina Bellunese diretto dal prof. Saverio de Cian ha vinto il terzo premio; altre buone risposte le abbiamo ricevute dai nostri ascoltatori Giovanni Sergi, di Camaro Inferiore (Messina), Fabio Conforti di Acri (Cosenza), Filippo Giannetti di Montignoso-Massa Carrara, per fare solo tre nomi. Programmi speciali sono stati elaborati per il compimento di 150 anni dalla nascita del sommo poeta romeno Mihai Eminescu, mentre per la "Giornata dell'Ascoltatore" dell'anno 2000 hanno avuto contributi interessantissimi a favore del radioascolto e del futuro della radio nell'epoca dell'Internet ascoltatori quali Dario Pieracci di Pontedera (Pisa), Bruno Pecolatto di Pont Canavese (Torino), Salvo Miccichè- Scicli (Ragusa), Gilberto Padovani di Villafranca (Verona).

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Per quanto riguarda il 2001 la nostra emittente ha bandito per i primi sei mesi dell'anno il concorso a premi "li Maramures- regione turistica e folclorica senza pari", al quale le migliori motivazioni tra gli ascoltatori italiani sono state quelle dei signori Filippo Giannetti di Montignoso (terzo premio, tra tutti gli ascoltatori di RRI); mentre altri premi sono stati assegnati a Francesco Greco di Palagianello (Taranto) e Sergio Molinelli - di Ancona, e di nuovo a Giovanni Sergi di Camaro lnferiore(Messina).

Al Concorso bandito specialmente per il festival musicale G. Enescu, dotato di premi in Compact Disc e abbonamenti ai concerti, per chi visitava la Romania, tra i vincitori si sono annoverati i signori Emilio Pantani di Montesilvano(Perugia) e Marcello Casali di Roma.

Dal 1 agosto PRI ha lanciato un nuovo concorso a premi "Il 2001 - anno Brancusi"; un concorso che è dedicato al padre della scultura moderna, il romeno Constantin Brancusi, dalla cui nascita si sono compiuti 125 anni. Motivo per cui l'intero anno culturale in Romania sta sotto l'insegna di Brancusi Abbiamo già ricevuto interessanti risposte dai nostri ascoltatori, desiderosi di vincere il grande premio, la vacanza di una settimana in Romania.

Abbiamo lanciato di recente l'iniziativa per la 'Giornata dell'Ascoltatore", con cui inviamo i nostri ascoltatori a commentare come si immaginano il nostro pianeta fra dieci, trenta o cento anni, dunque come vedono l'evoluzione dell'universo umano nel terzo millennio.

Quanto all'iniziativa relativa al sondaggio "l'Uomo dell'anno a RRI" per il 2001 abbiamo chiesto ai nostri ascoltatori di valutare quali delle personalità del presente ha messo di più la sua impronta quest'anno sul progresso del mondo.

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L'interessamento di RRI per bandire concorsi tematici, sondaggi, iniziative varie che stimolino gli ascoltatori a comunicarci le proprie opinioni è sostenuto anche da un gruppo di esperti in sociologia. È risaputo che il numero di quanti ascoltano è molto superiore a quelli che scrivono, generalmente. Importante è anche chi scrive per comunicare e per fare domande le cui risposte siano fonti di altre domande. È nostra costante cura coltivare questa curiosità dell'ascoltatore

Ma chi sono i nostri ascoltatori? Dall'ultimo sondaggio effettuato risulta che la maggior parte degli ascoltatori è giovane (fino ai 42 anni di età), ha studi liceali o universitari; ci segue da più di dieci anni varie volte la settimana , soprattutto l'ultima trasmissione . La ricezione è ritenuta, generalmente, buona e ottima dal 56 %. Le rubriche preferite sono quelle di storia, politica, dialogo con gli ascoltatori. Le richieste sono più servizi sulla vita del romeno semplice, folclore, più dialogo con gli ascoltatori.

Nel 2000 la redazione italiana si è piazzata al settimo posto nel complesso di RRI come numero di lettere dagli ascoltatori.

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La maggiore novità per quanto riguarda il profilo degli ascoltatori italiani e l'età è che i più giovani nostri ascoltatori sono i ragazzi del Laboratorio di radioascolto della Scuola media statale di Santa Giustina Bellunese, quindicenni e sedicenni che si sono dimostrati ascoltatori fedeli e informati.

È ringiovanita anche la nostra redazione italiana: oltre a Giorgio Edroiu (Edrescu al microfono)-realizzatore di programmi, e a me, che sono realizzatore e coordino anche la sezione italiana, abbiamo due giovani colleghi - Octavian Cordos, radiocronista e, da un anno, Iuliana Anghel, già promossa redattore di rubrica, una giovane giornalista di talento. Beneficiamo della collaborazione competente dei nostri colleghi , ora in pensione, Rosanna Cotimani e Florin Velcu (per 40 anni caposezione), i quali, grazie alla loro esperienza come redattori e presentatori, costituiscono un biglietto da visita per le trasmissioni in lingua italiana.

Per un anno abbiamo avuto anche due collaboratori studenti - Jeanina Velicu e Iulian Budau i quali ormai si sono dedicati esclusivamente agli studi universitari. Da due mesi tra le file dei redattori e presentatori dei programmi in italiano si annoverano altre due giovani: Adina Vasile, neolaureata - classe 2001 della facoltà di italiano dell’Universita di Bucarest e Denisa Mincu, studentessa nell'ultimo anno della stessa facolta, che beneficiera nell'ultimo semestre del quarto anno di una borsa di cinque mesi all'Università di Padova. Dobbiamo dire che abbiamo selezionato queste due giovani da un gruppo di 10 presentatesi in redazione; ovviamente abbiamo scelte le migliori. È questa la tradizione.

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Perché Radio Bucarest trasmette in italiano? Perché l'Italia occupa un posto particolare nei rapporti esteri della Romania: su piano politico esiste il Partenariato strategico tra Italia e Romania; l'Italia è uno dei principali sostenitori per l'adesione della Romania all'UE e alla NATO; l'Italia è anche il principale partner commerciale della Romania (alla fine del 2000 il volume del commercio estero romeno-italiano ha superato i 4,7 miliardi di dollari) . L'Italia si annovera pure tra i principali investitori stranieri in Romania (quinto posto); come numero di joint ventures è superata solo dalla Germania (quasi 10.000).
Su piano culturale le affinità storiche e linguistiche formano una salda base per una continuità e un progresso dei rapporti culturali e artistici. Le presenze romene in Italia e italiane in Romania in questo campo sono molto frequenti, e di prestigio, grazie all'intensa attività svolta in Romania dall'istituto Italiano di cultura di Bucarest e in Italia, dall'Accademia di Romania a Roma e dall'istituto romeno di cultura e ricerca umanistica "Nicolae Iorga" a Venezia.
Nei programmi che trasmettiamo per gli ascoltatori italiani, rispecchiamo spesso gli eventi culturali. Eccovene alcuni esempi.

Tre giorni fa si è conclusa con un ricevimento dato dall'Ambasciata italiana in Romania la permanenza di due mesi nel nostro paese dei regista Franco Zeffirelli che ha girato qui una parte del suo ultimo film "Callas forever".

/p>Martedi, 2 ottobre, a Bucarest sarà inaugurata la mostra "I migliori illustratori italiani" dei libri per l'infanzia, evento al quale sarà realizzato un servizio.

Nell'ambito degli scambi culturali un posto privilegiato è occupato dagli scambi nell'insegnamento, grazie all'aumento del numero di scuole romene in cui si insegna l'italiano (decine di scuole generali e licei, di cui 4 bilingui - 2 a Bucarest e a Cluj e 1 a Deva), ma anche grazie all'attività svolta dalle facoltà di italiano presso le principali università romene.

Lunedì, 1 ottobre al Liceo bilingue romeno-italiano "Dante Alighieri" di Bucarest giungerà un gruppo di studenti e professori di un Liceo di Bergamo, per una visita che fa parte del programma di scambi promosso e sostenuto dal grande liceo bucarestino.

I programmi che trasmettiamo riflettono anche la vita della comunità italiana di Romania,dei circa 5000 etnici italiani, di terza generazione ormai in Romania, organizzati, con rappresentante in parlamento, come altre 13 minoranze delta Romania.

Pochi giorni fa è stata aperta al Museo di storia ed arte della città di Bucarest la mostra "Testimonianze di identità comunitaria", che ha accompagnato il convegno "Comunità bucarestine - tradizione e attualità" ambedue manifestazioni volte a mettere in risalto il contributo delle varie comunità etniche di Bucarest, alla storia della città. Sul notevole contributo delta comunità italiana a questi eventi abbiamo realizzato un servizio, come d'altronde dai principali eventi con partecipazione italo-romena.

Sono eventi illustranti un flusso di scambi intenso, continuo e profondo che ci offre l'opportunità come giornalisti radio in italiano di godere di argomenti talmente numerosi che a volte non riusciamo a presentare in modo esauriente.

Ma non si tratta solo di quantità di informazioni; si tratta anche della maniera radiofonica di trattarle in un buon italiano. Per rispettare la tradizione.

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Le prime trasmissioni in assoluto trasmesse dalla Romania in lingua italiana risalgono al 1927, un anno prima che venisse creata la Società Romena di Diffusione Radiotelefonica, come si chiamava all'epoca.
Erano programmi musicali trasmessi saltuariamente da un'emittente sperimentale, costruita da un gruppo di pionieri della radiofonia romena. L'emittente funzionava su 280 metri e aveva la potenza di 200 watts, coprendo uno spazio dal raggio di 1000 km, fino all'Europa Occidentale e al medio oriente. Gli annunci venivano fatti in 4 lingue - romeno, francese, tedesco e italiano. Lo testimonia un documento citato dal libro sulla Storia della Radiodiffusione Romena del prof. Eugen Denize.

Il 1 novembre 1928 nasce la società pubblica di radio e dal 1930 dai suoi microfoni furono messi in onda periodicamente emissioni letterarie in diverse lingue, fra cui l'italiano.

Nel maggio 1935 appaiono "i giornali parlati per l'estero" in francese e tedesco e dal 1938 anche in inglese e italiano. Un quarto d'ora prima di mezzanotte.

Su quell'epoca abbiamo avuto la testimonianza del nostro ascoltatore di Padova, prof. Luigi Meneguzzi , uno degli ascoltatori italiani di più vecchia data, come d'altronde il sig. Salvatore Placanica, di Cairo Montenotte-Savona, il quale, affermava in un'intervista telefonica che per lui "la radio è una voce amica...che gli porta amici in casa da tutto il mondo".

E, per chiudere il cerchio, vorrei citare dal messaggio inviatoci per e-mail dal prof.Saverio de Cian, coordinatore del gruppo di ragazzi del laboratorio di radioascolto della Scuola di Santa Giustina bellunese, che sono i più giovani ascoltatori dei programmi in italiano di RRI: "ringraziamo tutte le persone che, come voi, con impegno, passione e professionalità, giorno per giorno si propongono davanti ai microfoni, con letture, musiche e servizi di ogni tipo e che in punta di piedi entrano nelle abitazioni di tantissime persone. Ma, ai bambini e ai ragazzi chi pensa? Vi propongo uno spazio piccolo, di soli 5 minuti, in cui si possa cominciare con... c'era una volta... Un momento in cui si possano far ascoltare ai ragazzi italiani racconti, leggende romene con sonorizzazioni del grande patrimonio musicale della Romania".

Ecco, cari colleghi, una sfida per noi nell'epoca dell'Internet a proposito del profilo dell'ascoltatore radio in questa epoca. Se vogliamo avere nuove leve di ascoltatori, dobbiamo approfittare della magia del suono che la radio ci offre, per coltivare l'elemento umano e rispondere alle esigenze anche dei nostri più giovani ascoltatori. Le dramatizzazioni radiofoniche delle fiabe romene, e delle opere dei grandi autori romeni recitate da attori romeni in italiano, veri spettacoli radiofonici, formano l'oggetto di un progetto che sarà avviato alla fine di quest'anno. Sarà il nostro regalo di Natale per i più giovani ascoltatori.

Queste registrazioni staranno nella Fonoteca d'oro della Radio, accanto alle interviste che lungo il tempo i redattori della sezione italiana hanno realizzato con Amedeo Nazzari, Salvatore Quasimodo, Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Eugenio Montale, Giorgio Bassani, Giuseppe Di Stefano, Dacia Maraini, e altre numerose personalità culturali italiane, oltre agli uomini politici italiani che hanno visitato la Romania.

Un altro progetto - forse il più audace della redazione italiana di RRI- è la creazione dei Club degli amici di RRI in Italia, un progetto che proponiamo in questa sede e per la cui realizzazione gradiremmo come partner l'Associazione Italiana di Radioascolto. È una sfida a reciproco vantaggio, secondo noi, che speriamo di affrontare insieme, gentili amici e anfitrioni.

Vi ringrazio.

Consegna del premio Italradio 2000

Carmen Velcu (RRI) riceve il premio Italradio 2000

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