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Trasmissioni

Fin dalle sue origini Italradio ha organizzato trasmissioni di varie ampiezza e durata sulle emittenti che hanno trasmesso in Italiano, e che si prestano ad ospitare di nuovo un sia pur breve spazio nella nostra lingua.

Budapest

Prima di riprendere per alcuni anni il regolare servizio in italiano, Radio Budapest ha ospitato per ben due volte altrettante serie di trasmissioni, ciascuna composta da cinque puntate di cinque minuti, che hanno riscosso grande interesse, con oltre un centinaio di lettere e rapporti d'ascolto.

Così il sito di Italradio presentava la prima serie di programmi:

Nel 1997, in occasione del 40° anniversario del Radio Budapest Short Wave Club, il programma in lingua ungherese ha ospitato una serie di programmi in italiano.
La scelta non è stata casuale: alla testa del programma si trova l'ex direttore della redazione italiana di Radio Budapest, Béla Szomraky, che nel 1991, in seguito alla chiusura della redazione stessa, condusse l'ultimo programma ufficiale nella nostra lingua trasmesso da Radio Budapest.
L'ultimo? Chissà...

Due anni dopo l'iniziativa fu ripetuta:

Di nuovo Budapest, di nuovo il programma ungherese, di nuovo cinque minuti per cinque programmi; e di nuovo, naturalmente, Béla Szomraky.
Il secondo appuntamento con Radio Budapest nasce in occasione del festival musicale Viva, un appuntamento di livello europeo per valorizzare voci e gruppi di tutta Europa; e allora un breve spazio in italiano è l'ideale per sollecitare la partecipazione dal nostro Paese.
Dopo questi programmi abbiamo ricevuto circa cento rapporti d'ascolto da Europa, America, Asia... un interesse che ha sorpreso noi per primi, e che ci ha fornito un grande stimolo per proseguire nella strada intrapresa.

Londra

Anche la BBC, nel 1998, ha aperto i suoi microfoni per ricordare il 60° anniversario del programma italiano, in una suggestiva rievocazione di Radio Londra.

Il sito di Italradio presentava l'evento così:

Non c'è bisogno di ricordare che cosa sia stata Radio Londra per molti italiani, durante la seconda guerra mondiale ma anche nel dopoguerra.
E' stato emozionante, allora, ricordare l'epoca in cui la radio non era un hobby, non era un lusso, ma era una drammatica necessità. Chi non ha vissuto quegli anni non potrà mai cogliere tutta la drammaticità di quelle trasmissioni, ma è giusto, attraverso Internet, rievocare quei tempi per evitare di riviverli.
Per questo il breve programma della BBC che ricorda la prima trasmissione in italiano, diffuso da Londra sessant'anni prima, va ascoltato soprattutto da chi allora non c'era.

Brussel

Nel 2000, fu la volta di Radio Vlaanderen International: la radio belga della comunità fiamminga, ospitò un breve saluto in italiano:

Domenica 13 febbraio 2000 Radio Vlaanderen International (RVI) ha mandato in onda un’intervista a Luigi Cobisi nel quadro del programma Radio World, condotto da Frans Vossens, uno dei più attivi dx-editor d’Europa, presente a Copenhagen all’EDXC 1999.
RVI è l'emittente internazionale della VRT, la radio belga della comunità fiamminga. Sebbene la stazione trasmetta prioritariamente nella lingua materna, programmi in francese, tedesco, inglese sono stati inseriti e via via difesi dalla redazione come necessari a mantenere contatti con il mondo esterno. Accanto alla cultura fiamminga (quest’anno segnata dal 500° anniversario della nascita di Carlo V a Gand) RVI dedica molto spazio al contatto con gli ascoltatori, tra i quali non mancano gli italiani. Nel giorno della nostra intervista, ad esempio, è andata in onda anche una risposta a Silvestro Tanini, dxer toscano-veronese, sulle caratteristiche della stazione trasmittente di Wavre, a est di Bruxelles. La stazione, dotata originariamente di quattro trasmettitori, è stata divisa tra le comunità francese e fiamminga. Mentre quest’ultima ha mantenuto le trasmissioni in onde corte, solo da pochi anni la RTBF ha riattivato le trasmissioni in questa gamma.
Tornando all’intervista, in cui si è parlato dell’evoluzione del nostro hobby in Italia e del ruolo dell’Associazione Italiana Radioascolto, Luigi ha potuto lanciare un messaggio in italiano che, pur breve, rappresenta una prima volta per la RVI. Come nel caso londinese di due anni fa, il minuto di Bruxelles si è concentrato sulla richiesta agli ascoltatori di lingua italiana di farsi presenti con la RVI, la radio di un paese amico.  Non va dimenticato che migliaia di italiani vivono in Belgio, dove hanno contribuito, dapprima nelle miniere, poi in tutti i campi, allo  sviluppo del paese, ed esistono tuttora alcune stazioni radio che trasmettono in italiano.
A Bruxelles, dunque, l’Italia è presente e per esserlo di più scrivete a RVI (A-Reyerslaaan 52, 1136 Bruxelles o www.rvi.be). Non si sa mai che il minuto di Bruxelles si allunghi!

Purtroppo la storia non è andata come sperato: le trasmissioni per l'estero di Radio Vlaanderen sono state chiuse appena prima che l'emittente festeggiasse i sui 75 anni di vita.

Questo programma chiuse, simbolicamente, il primo periodo di trasmissioni brevi di Italradio, al quale seguì la più costante presenza - fino al 2006 - sulla Radio Vaticana.

Da allora, sono state innumerevoli le occasioni di trasmettere qualche frase in italiano nelle radio di tutto il mondo; ultima tappa, per ora, è stata Seul, grazie agli amici del programma francese di KBS World.

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In onda sulla RMV

Rete Bianca:
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Italradio (Prove tecniche)

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