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1940-2010: il 18 giugno e l'Italia
Storia e rievocazioni
(LC, 16 Giu 2010) - Come anticipato nel nostro notiziario radiofonico, il 18 giugno 2010 ricorre il settantesimo anniversario dell'appello radiofonico del generale De Gaulle dalla radio di Londra. Lo storico avvenimento non ebbe immediate ripercussioni sull'Italia ma impose la voce della BBC come la principale fonte d'informazione libera durante l'intero secondo conflitto mondiale, ospitando, fin dall'inizio della guerra e in mezzo a notevoli difficoltà, voci originali dei diversi Paesi belligeranti od occupati.

E' però alla decisione di Charles De Gaulle, che tra i primissimi ne comprese l'importanza strategica, che la BBC deve una grande parte della propria credibilità.
La sera del 18 giugno pochi francesi e senz'altro quasi nessuno in Italia ascoltarono il messaggio del leader della Francia libera.
Per i transalpini erano i giorni della sconfitta che precedettero l'armistizio e il tragico periodo di Vichy. L'Italia, invece, stava per occupare il Sud della Francia per godere dei frutti effimeri della guerra lampo.
Tuttavia la voce di Londra - che il 28 settembre 1938 aveva significativamente iniziato a trasmettere in italiano, in francese e tedesco - cominciava a possedere anche da noi un ruolo che, nei lunghi anni a venire, sarebbe cresciuto fino a diventare epopea.
Il 18 giugno dimostrò quale fosse il potere della radio se diretta a sostenere un messaggio forte e coraggioso.
Radio Londra non avrebbe più perso il suo fascino fino ad oggi e nel suo lungo cammino in italiano (1938-1981) fu la radio di più di una generazione di ascoltatori.
Al suo ricordo è legato quello del 70° dell'appello di De Gaulle che oggi, nel profilarsi dell'Europa unita nella libertà, non appartiene più solo alla Francia ma a tutti noi.

Approfondimenti
Sugli anni di Radio Londra:
http://www.italradio.org/bbc98/40anni.html
Sull'appello del 18 giugno:
http://www.appeldu18juin70eme.org/
http://www.radiofrance.fr

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Letteratura
Le notizie le cercavo anche attraverso la radio in Onde Corte, ma solo con la radiolina a pile(...). Avevo scoperto, sempre nella radiolina, che dal Giappone ogni giorno c'era un notiziario in italiano alle ore 7,30 e per ascoltarla bene avevo usato come antenna un filo elettrico di una ventina di metri. Eh! Che brutta bestia è la solitudine!

P. Luigi Cordioli, "Trilogia"